IOM: oltre 1.000 morti nel Mediterraneo dall’inizio del 2018

Pubblicato il 2 luglio 2018 alle 13:49 in Europa Immigrazione

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Nel corso del fine settimana passato, circa 204 migranti, tra cui 3 neonati, hanno perso la vita in mare al largo della Libia, facendo arrivare il numero di decessi nel Mediterraneo dall’inizio del 2018 a oltre 1.000. È quanto informa l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), la quale riferisce che, da gennaio a fine giugno 2018, la Guardia Costiera libica ha soccorso e riportato nel Paese nordafricano circa 10.000 persone.

Il direttore generale dell’IOM, William Lucy Swing, che il primo ottobre 2018 verrà sostituito da Carvalho Ferreira Vitorino, si recherà a Tripoli nel corso di questa settimana per verificare le condizioni dei migranti che sono stati salvati dalla Guardia Costiera libica. Swing ha aggiunti che l’IOM mira ad assicurare il rispetto dei diritti umani e a contrastare il traffico di esseri umani. A tale proposito, Frontex ha reso noto che, dall’11 al 22 giugno, la collaborazione tra gli ufficiali dell’agenzia e le forze di sicurezza nazionali di frontiera sono stati arrestati 23 trafficanti, sono state recuperate 31 auto rubate insieme a 330.000 sigarette illegali e 0,5 tonnellate di droga.

L’IOM sta fornendo assistenza presso i punti di sbarco in Libia, distribuendo cibo ai migranti e garantendo l’assistenza sanitaria ai migranti. Il capo della missione dell’organizzazione dell’Onu in Libia, Othman Belbeisi, ha riferito che l’aumento delle morti in mare è allarmante, in quanto gli scafisti stanno sfruttando la disperazione delle persone che lasciano i propri Paesi per cercare di raggiungere l’Europa. “I migranti soccorsi dalla Guardia Costiera libica non dovrebbero essere automaticamente riportati nei centri di detenzione poiché, in quel modo, le strutture diventeranno sempre più affollate facendo peggiorare anche le condizioni delle persone al suo interno”, ha spiegato Belbeisi. Da parte sua, la Guardia Costiera di Tripoli ha accusato le navi delle Ong di impedire agli ufficiali libici di condurre le operazioni di soccorso in mare, per impedire che i migranti vengano riportati nel Paese nordafricano. Tale dichiarazione è stata rilasciata su Facebook, domenica primo luglio.

Tra il gennaio e il giugno 2018, sono giunti in Europa via mare circa 45.000migranti, una cifra minore rispetto ai 95.000 sbarchi registrati nello stesso periodo nel 2017. Secondo EUROSTAT, il 30% degli immigrati necessita protezione internazionale e, per di più, molti di loro hanno sofferto molto nel corso del viaggio verso l’Europa. Nonostante la riduzione riscontrata finora, l’IOM rende noto che si stanno presentando maggiori sfide a causa delle diverse posizioni degli Stati membri dell’UE sull’immigrazione, che hanno dimostrato la necessità di raggiungere accordi regionali per meglio gestire il fenomeno. A tale proposito, il 28 e 29 giugno, i rappresentanti degli Stati membri dell’Unione Europea si sono riuniti a Bruxelles per discutere gli ultimi avvenimenti in materia di migranti e trovare un accordo sulla loro gestione. Nel quadro di tale summit, il Consiglio Europeo ha confermato che la precondizione per il funzionamento delle politiche UE è un approccio onnicomprensivo alla questione dell’immigrazione, con controlli più efficaci lungo i confini esterni. Il Consiglio Europeo ha altresì deciso di destinare 500 milioni di euro al Fondo Fiduciario dell’Unione Europea per l’Africa in quanto, per risolvere alla base il fenomeno migratorio, è necessaria una partnership con il continente, affinché possa attuare una vera e propria trasformazione socio-economica.

L’IOM e la UN Refugee Agency si sono dette pronte a supportare tale approccio comune, esortando i Paesi della regione mediterranea a cooperare maggiormente per prendersi tutte le responsabilità per la gestione dei migranti. 

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Sofia Cecinini

di Redazione

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