Immigrazione: visita di Tajani in Libia e in Niger

Pubblicato il 2 luglio 2018 alle 15:58 in Europa Immigrazione

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Il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, si recherà a breve in Libia e in Niger, nel tentativo di “aiutare a trovare una soluzione europea al problema della migrazione”. Lo stesso Tajani ha chiarito, lunedì 2 luglio, lo scopo della sua visita, aggiungendo che è essenziale fermare i flussi migratori in Libia. Secondo un comunicato rilasciato dal Parlamento europeo, la visita ufficiale di Tajani in Niger si svolgerà dal 16 al 18 luglio e si concentrerà su tre aspetti: sicurezza e stabilità, migrazione e investimenti necessari. È particolarmente con riferimento a questo terzo aspetto che Tajani sarà accompagnato da una delegazione di imprese ed esperti, allo scopo di promuovere partenariati tra società europee e nigeriane e incoraggiare investimenti in alcuni settori chiave.

Nell’ottica dell’individuazione di una soluzione europea alla migrazione, il Niger rappresenta uno dei Paesi chiave nel continente africano, in quanto tradizionale Paese di transito per i flussi migratori provenienti dall’Africa occidentale e diretti verso la Libia e l’Algeria. Il traffico di esseri umani nel Paese africano è stato favorito, negli ultimi 60 anni, dall’instabilità politica, sociale ed economica di tale Stato. Ex colonia francese, il Niger ha ottenuto l’indipendenza il 3 agosto 1960. Da allora, la strategia adottata dai governi nazionali è stata finalizzata alla modernizzazione dell’economia, puntando, in particolare, sullo sfruttamento delle risorse petrolifere e minerarie, che, tuttavia, non sono state sufficienti ad arricchire il Paese che, secondo le Nazioni Unite, rimane, ad oggi, uno dei più poveri del mondo. Complicano ulteriormente la condizione del Niger gli scontri tra il governo locale e il gruppo terroristico nigeriano Boko Haram, la cui violenza ha costretto sempre più persone ad abbandonare il Paese per rifugiarsi nel vicino Ciad, che pure non è risparmiato dalla violenza dei terroristi nigeriani. Inoltre, l’instabilità degli Stati vicini, quali Mali, Libia e Nigeria, contribuisce ad aggravare la situazione interna del Niger. Al confine tra la Libia e il Niger, in particolare, si concentra un’intensa attività dei trafficanti di esseri umani. Secondo le stime dell’IOM, solo nel mese di febbraio 2018, sono giunti nel Paese 27.000 migranti.

La Libia, d’altra parte, è ormai da anni il principale porto di partenza dei migranti, in fuga verso l’Europa lungo la rotta del Mediterraneo centrale. A causa dell’assenza di un’unica autorità politica in grado di controllare efficacemente tutto il territorio nazionale, i trafficanti di esseri umani stanno portando avanti la loro attività, catturando i migranti, rinchiudendoli in centri di detenzione e costringendoli poi ai lavori forzati. È provato, inoltre, che gli abusi e i maltrattamenti non sono diretti solo nei confronti degli uomini, ma vengono applicati indistintamente anche a donne e bambini.

Il 29 giugno, dopo lunghe trattative, i leader europei sono giunti a un accordo sulla questione dell’immigrazione, ribadendo la necessità di adottare un approccio comprensivo e prevedendo controlli più efficaci ai confini esterni dell’Unione Europea, per interrompere la migrazione irregolare e l’attività dei trafficanti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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