Funzionari americani: la Corea del Nord continua ad armarsi

Pubblicato il 2 luglio 2018 alle 12:54 in Corea del Nord USA e Canada

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La Corea del Nord non intende cedere completamente le sue scorte nucleari, al contrario sta considerando modi per nascondere il numero di armi che possiede e le strutture di produzione segrete e prosegue nella costruzione di siti per la produzione di missili balistici. È quanto affermato da funzionari dell’intelligence americana, sulla base delle prove raccolte dal 12 giugno, data del summit di Singapore fra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader nordcoreano, Kim Jong Un, ad oggi, e riportato dal Washington Post

Sebbene sia Washington sia Pyongyang abbiano elogiato le conclusioni positive e le aperture raggiunte nel corso del meeting del 12 giugno e sebbene, in seguito al summit, Trump abbia dichiarato che la Corea del Nord non rappresenta più una minaccia nucleare, in molti hanno espresso scetticismo sull’impegno effettivo di Pyongyang.

Secondo il Washington Post, l’analisi dei funzionari americani confermerebbe che Pyongyang ha scarso interesse per la denuclearizzazione. Per quanto la Corea del Nord possa aver interrotto i test missilistici e nucleari nelle ultime settimane, ha fatto notare un funzionario americano all’emittente statunitense NBC, “non ci sono prove che stiano riducendo le scorte o che abbiano interrotto la loro produzione. Ci sono prove inequivocabili che stanno cercando di ingannare gli Stati Uniti”. Secondo il Washington Post, i funzionari nordcoreani starebbero sfruttando il fatto che gli Stati Uniti non sono a conoscenza “dell’intera gamma delle loro attività”. Mentre i funzionari americani credono che la Corea del Nord abbia ammassato circa 65 testate, sembra che la Corea del Nord ne dichiarerà molte meno.

Sembrerebbe, inoltre, che la Corea del Nord disponga di “un sito sotterraneo di arricchimento dell’uranio noto come Kangson”, che avrebbe il doppio della capacità di arricchimento dell’uranio rispetto all’unica struttura di arricchimento riconosciuta da Pyongyang. Inoltre, dall’esame di alcune immagini satellitari, si evince che la Corea del Nord sta completando l’espansione di un impianto di costruzione di missili che sarebbero in grado di trasportare carichi nucleari esplosivi.

“La Corea del Nord non ha assunto nuovi impegni per la denuclearizzazione, rimane libera di produrre più armi nucleari, missili balistici e altre armi di distruzione di massa, anche se ha congelato unilateralmente i test delle sue armi nucleari e di alcuni missili balistici. Non c’è scadenza per loro per eliminare le loro capacità illegali, o addirittura per congelare la loro continua produzione”, ha evidenziato Abraham M. Denmark, direttore del programma Asia del Woodrow Wilson International Centre for Scholars.

Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha chiarito che il presidente Trump non ha mai ritenuto che la minaccia nucleare rappresentata da Pyongyang fosse estinta, ma semplicemente “ridotta”, mentre il consigliere per la sicurezza nazionale, Jonh Bolton, ha rassicurato sul fatto che nessun funzionario americano coinvolto nelle discussioni con la Corea del Nord si lascerà ingannare ingenuamente da Pyongyang.

D’altra parte, mette in guardia il Washington Post, aumentare la pressione su Pyongyang è attualmente molto complesso dal momento che un ulteriore contributo da parte di Pechino, in termini di pressione su Pyongyang, è poco probabile, ora che la tensione con Washington è cresciuta in materia di rapporti commerciali. Inoltre, la Cina non avrebbe interesse a rafforzare le sanzioni contro la Corea del Nord, che ne risulterebbe destabilizzata.

Il summit di Singapore del 12 giugno si è concluso con la firma di un documento congiunto da parte dei leader di Washington e Pyongyang. Il presidente americano si è impegnato a fornire garanzie di sicurezza alla Corea del Nord, mentre il leader nordcoreano ha riaffermato il suo impegno saldo e risoluto alla completa denuclearizzazione della penisola coreana. Entrambi si sono impegnati nell’instaurazione di nuove relazioni fra Stati Uniti e Corea del Nord.  

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di Redazione

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