Bombe nucleari B61 pronte per i Paesi NATO

Pubblicato il 2 luglio 2018 alle 19:30 in NATO

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I media statali russi hanno dichiarato che gli Stati Uniti sono pronti a inviare le bombe nucleari B61 guidate a gravitazione di ultima generazione alle basi NATO dei Paesi europei, compresa la Turchia. 

Il dipartimento per l’Energia statunitense e le forze aeree americane hanno completato, il 9 giugno, due test di volo di qualificazione del sistema non nucleare della bomba a gravità B61-12 in Nevada, secondo quanto dichiarato da fonti ufficiali. Il test, che secondo quanto riferito è stato il primo del suo genere, era finalizzato a prolungare la durata operativa della bomba B61, adattandola agli aeromobili della prossima generazione, incluso il bombardiere B-2A Spirit. 

“Le B61-12 consolideranno e sostituiranno le varianti di bombe B61 esistenti nelle scorte nucleari statunitensi. È previsto che la prima unità di produzione sarà completata nel 2020″, si legge in una dichiarazione del dipartimento per l’Energia e delle forze aeree americane. Inoltre, il 2 luglio, l’agenzia di stampa statale russa, Ria, ha riferito che la bomba atomica sarà adattata anche agli aeromobili F-35. “Gli Stati Uniti continuano a investire in armi di distruzione di massa. Le basi della NATO in Turchia, Germania e Italia riceveranno le nuove bombe nel 2020 “, ha affermato l’esperto nucleare russo, Alexandr Jilin. 

Gli Stati Uniti possiedono un totale di 150 dispositivi nucleari, collocati in cinque Paesi membri della NATO, inclusa la Turchia, secondo quanto afferma un rapporto sulle armi nucleari mondiali, redatto dal parlamento turco nell’ottobre 2017. Tra queste armi, le bombe di tipo B61 si trovano ancora nella base aerea di İncirlik, nella provincia meridionale turca di Adana. Secondo i dati della Federation of American Scientists (FAS), il numero di B61 in Turchia è stimato a quasi 50. Da parte loro, i funzionari americani non hanno mai confermato né smentito la presenza di armi nucleari NATO in Turchia.

Il 21 giugno, la Turchia aveva ricevuto il suo primo F-35, e aveva celebrato l’evento con una cerimonia presso la sede della compagnia aerospaziale Lockheed Martin a Fort Worth, in Texas. Secondo Serdar Demirel, il vice sottosegretario per le Industrie della Difesa turco, l’aereo militare in questione rappresenta un contributo simbolico che permetterà alla Turchia di partecipare al mantenimento della pace e della sicurezza globale come alleato NATO.

Il primo F-35 turco sarà schierato nel Paese nel terzo trimestre del 2019 e sarà operativo entro la fine del 2020, secondo un funzionario della Lockheed Martin. Gli F-35 sono una versione della serie di aerei F, fabbricati negli Stati Uniti, come F-4, F,104, F-16, F-22 o Raptors. Gli F-35 hanno due caratteristiche principali: Stealth e Sensor Fusion. Stealth significa invincibilità, efficacia e letalità. La caratteristica Sensor Fusion, invece, implica la possibilità di vedere tutto a una distanza di 300 chilometri, a 360 gradi, mentre si vola a 10.000 chilometri di altezza. “Non possiamo essere visti ma possiamo vedere tutto” ha dichiarato Billie Flynn, un ex pilota da combattimento della Royal Canadian Air Force.

La Turchia è un Paese NATO dal 18 febbraio 1952, tuttavia, intrattiene rapporti commerciali nel settore degli armamenti con il rivale storico dell’Alleanza Atlantica. Il 13 settembre 2017, Ankara ha firmato un accordo con la Russia per l’acquisto di un sistema di difesa missilistico S-400. Secondo quanto riferito dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, si è trattato del primo grande accordo tra i due Paesi per l’acquisto di armi e di batterie di missili da un Paese al di fuori della NATO. 

L’acquisizione di un sistema missilistico dalla Russia ha costituito un duro colpo alla NATO per tre motivi. In primo luogo, gli armamenti in questione non sono compatibili con quelli dell’Alleanza di cui è munita la Turchia. In secondo luogo, Ankara, essendo un membro della NATO, ha il divieto di schierare un sistema del genere ai confini con l’Armenia, il Mar Egeo e la Grecia, territori di confine dell’Alleanza. Con il nuovo acquisto, invece, la Turchia ha posizionato il sistema missilistico su tutto il proprio territorio nazionale. In terzo luogo, l’installazione di armamenti russi nel territorio di uno Stato membro permette alla Russia di accedere a strutture e informazioni riservate dell’Alleanza, facendo acquisire a Mosca un vantaggio strategico.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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