Siria: proseguono gli scontri tra i ribelli e le forze di Assad tra inquietudini alla frontiera

Pubblicato il 1 luglio 2018 alle 14:05 in Israele Siria

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Mentre proseguono le trattative tra i ribelli siriani e i diplomatici russi, grazie anche alla mediazione della Giordania, si intensificano gli scontri delle forze governative siriane contro i dissidenti che non si sono ancora arresi, creando inquietudini alla frontiera con Israele.

Secondo quanto ha riferito a Reuters Ibrahim al Jabawi, il portavoce delle forze ribelli siriane (Free Syrian Army, FSA), le quali si oppongono al regime del presidente siriano, Bashar al-Assad, le trattative tra i dissidenti e i negoziatori russi, mirate a raggiungere un cessate-il-fuoco nelle cittadine ancora in mano all’opposizione siriana, nel nord-ovest del Paese, sono ricominciate dopo la sospensione di sabato 30 giugno. A rendere possibile tale ridiscussione dei termini di una eventuale resa sarebbe stata la mediazione della vicina Giordania. Pertanto, domenica 1 luglio, le due fazioni hanno ripreso a contrattare.

Il ministro degli Esteri giordano, Ayman Safadi, ha confermato che il suo regno è impegnato in una intensiva campagna diplomatico con tutti i partiti coinvolti nel conflitto siriano, al fine di aiutare a raggiungere una tregua che possa mettere fine allo sfollamento dei civili. L’intervento pacificatore della Giordania è dovuto in primo luogo al fatto che i combattimenti si stanno pericolosamente avvicinando ai confini settentrionali del Paese.

La Giordania non è l’unico Stato a preoccuparsi delle proprie frontiere, in quanto l’esercito israeliano, domenica 1 luglio, ha annunciato di aver dispiegato ulteriori forze di artiglieria e carri armati sul fronte siriano, in via precauzionale, alla luce dell’intensificarsi dei combattimenti tra le truppe governative fedeli al presidente Assad, e i militanti ribelli che non sono intenzionati ad arrendersi, lungo il confine della Siria sud-occidentale con Israele. Le milizie israeliane hanno pertanto divulgato tramite il proprio account Twitter quanto segue: “Le forze dispiegate stamattina fanno parte dei nostri preparativi in vista degli sviluppi sulle Alture del Golan siriane”. Le forze militari hanno inoltre precisato che Israele sta mantenendo una politica di non-intervento nella guerra civile siriana, scoppiata il 15 marzo 2011.

In questo contesto, nella medesima giornata di domenica 1 luglio, alcuni droni, la cui provenienza non è stata identificata, sono stati lanciati in direzione di Hmeimim, una base aerea russa stanziata in Siria. A riferirlo è stata l’agenzia di stampa RIA, la quale ha riportato le parole di un portavoce della base in questione. L’agenzia di stampa Interfax, citando l’esercito russo, ha aggiunto che la suddetta struttura non è stata danneggiata nell’incidente.

L’esercito siriano, sabato 30 giugno, aveva conquistato alcune cittadine a nord-ovest del Paese, mentre altre vengono colpite da raid aerei in un’offensiva incalzante; i ribelli avevano dunque iniziato a negoziare le condizioni di pace attraverso la mediazione della Russia, alleata al regime siriano. Tali negoziati erano però stati sospesi bruscamente in quanto i ribelli non accettavano una resa completa e incondizionata, caldeggiata invece dai diplomatici russi.

Sabato 30 giugno, il villaggio di al-Ghariya al-Sharqiya ha accettato l’accordo di “riconciliazione” con il governo nazionale, ed è stata issata la bandiera del Paese. Nella precedente giornata di venerdì 29 giugno, altri 4 villaggi limitrofi, tra cui Harak, Ibta e Rakham, avevano già accettato la resa alle forze di Assad. Inoltre, secondo quanto ha riferito l’Osservatorio siriano per i Diritti Umani, le forze russe sono entrate in molti altri villaggi per far stipulare ai ribelli il medesimo accordo. La stessa fonte ha informato che, durante la notte tra venerdì e sabato, alcuni aerei da guerra hanno condotto 32 raid aerei, nell’intensificarsi dell’offensiva di Assad, contro 9 cittadine della provincia di Deraa. Finora si stima che, in tali incursioni e nelle precedenti, iniziate il 19 giugno, siano morti in totale circa 100 civili.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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