Messico: si vota per il nuovo presidente, López Obrador in testa nei sondaggi

Pubblicato il 1 luglio 2018 alle 9:44 in America Latina Messico

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Domenica 1 luglio, i cittadini messicani si recheranno alle urne per eleggere il nuovo presidente del Paese.

La legge messicana impedisce all’attuale presidente, Enrique Peña Nieto, di essere rieletto. Inoltre, la sua popolarità è crollata in seguito al suo coinvolgimento in alcuni indagini relativi a conflitti di interesse e scandali che hanno colpito alcuni funzionari di alto livello del Partito Rivoluzionario Istituzionale.

L’ex sindaco di Città del Messico, Andrés Manuel López Obrador, è sempre stato in testa ai sondaggi durante tutta la campagna elettorale e potrebbe diventare il primo leader di sinistra a diventare presidente dopo decenni, se riuscirà a scalzare il Partito Rivoluzionario Istituzionale, che al momento detiene il potere. López Obrador, del partito Movimento Rigenerazione Nazionale, aveva partecipato alle presidenziali del 2006 e del 2012 e si ritiene l’unico uomo capace di ripulire la classe politica, la quale credibilità è sfumata in seguito ai continui episodi di corruzione, all’aumento della criminalità e alla scarsa crescita economica.

López Obrador è stato vago sui dettagli delle politiche che vorrà promuovere. Con l’obiettivo di guadagnarsi il supporto di nazionalisti economici, liberali di sinistra e conservatori sociali, l’uomo ha promesso di ridurre l’ineguaglianza, migliorare gli stipendi e la spesa del Paese e diminuire il budget. Inoltre, ha portato avanti l’idea di proporre alcuni referendum per risolvere alcune problematiche che hanno diviso il popolo, quali ad esempio l’apertura dell’industria del gas e del petrolio al capitale privato, sostenuta da Pena Nieto.

Gli altri rivali di López Obrador sono Ricardo Anaya, ex leader del Partito Azione Nazionale, e Jose Antonio Meade, ex ministro delle finanze, del Partito Rivoluzionario Istituzionale. Entrambi rappresentano i soli due partiti che hanno governato il Messico moderno. I due candidati, nel tentativo di prevalere, si sono ostacolati fra di loro con una serie di attacchi, garantendo a López Obrador uno scarto, secondo alcuni sondaggi, anche di 20 punti.

Se vincerà, López Obrador dovrà affrontare una durissima situazione relativa alla sicurezza interna. La campagna elettorale, infatti, è stata una delle più sanguinose della storia recente e il numero di omicidi è stato altissimo. Il prossimo presidente, inoltre, erediterà disputa con il leader statunitense, Donald Trump, per quanto riguarda l’immigrazione e il commercio, con le trattative per modificare il NAFTA ancora da terminare. López Obrador ha dichiarato che vorrebbe stringere un patto con Trump, secondo il quale il Messico lavorerà per gestire i migranti in cambio di sostegno economico, ma che non accetterà un accordo sul Trattato di Libero Commercio dell’America del Nord (NAFTA), da lui considerato dannoso per il Paese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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