Libano: Hezbollah coordinerà con il regime di Assad il rimpatrio dei rifugiati siriani

Pubblicato il 1 luglio 2018 alle 12:32 in Libano Siria

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Hezbollah creerà un meccanismo di rimpatrio dei rifugiati siriani stanziati in Libano verso le zone controllate dal regime siriano, in coordinazione con il governo di Beirut.

Il Libano ospita, allo stato attuale, quasi un milione di rifugiati siriani fuggiti dalla guerra civile, iniziata nel loro Paese il 15 marzo 2011. Tuttavia, secondo le autorità libanesi, il numero effettivo di rifugiati accolti da Beirut è in realtà molto più grande. Sono sempre più insistenti le richieste avanzate dal governo del Libano di iniziare il rimpatrio dei siriani, e nella giornata di venerdì 29 giugno, Hezbollah, potente movimento libanese politico e paramilitare di religione sciita, ha annunciato di voler prendere parte a tale manovra.  I combattenti di Hezbollah hanno svolto un ruolo di primo piano anche nelle dinamiche della guerra civile in Siria, in quanto, insieme agli aerei da guerra russi, hanno contribuito ad aiutare il regime del presidente Bashar al-Assad, anch’esso sciita, a riconquistare ampie porzioni del territorio siriano, caduto sotto il controllo dei ribelli da una parte, e dello Stato Islamico dall’altra.

Il leader dell’organizzazione, Hassan Nasrallah, ha pertanto affermato: “Noi di Hezbollah, alla luce delle nostre relazioni forti e solide con lo Stato siriano, vogliamo aiutare, e contribuire ai lenti progressi compiuti nella risoluzione della problematica”. Nasrallah ha altresì spiegato che il suo gruppo sta allestendo centri dotati di numeri di telefono e profili social connessi a internet tramite i quali i rifugiati possano iscriversi alle liste di coloro che sono intenzionati a essere rimpatriati. “Presenteremo tali liste alle autorità di competenza in Siria”, ha continuato Nasrallah, aggiungendo che Hezbollah si coordinerà con l’agenzia governativa libanese General Security. “Lavoreremo a braccetto di modo che il più alto numero possibile di rifugiati siriani intenzionati a offrirsi volontari possano fare ritorno a casa in condizioni di sicurezza”, ha annunciato il leader del movimento in una diretta televisiva. Nasrallah ha inoltre spiegato che Hezbollah approfitterà dei mesi estivi in cui le famiglie siriane potranno intraprendere il viaggio prima che inizi settembre e riaprano le scuole. “Non c’è tempo da perdere”, ha aggiunto, “C’è un’enorme differenza tra vivere in una tenda e ritornare nella propria casa, nel proprio quartiere, nelle proprie scuole”. Nasrallah ha infine precisato che né il suo movimento né il governo libanese intendono costringere i rifugiati a ritornare in patria, ma ha criticato chiunque cerchi di dissuaderli da tale impresa sia a livello locale sia sulla scena internazionale.

L’intervento di Nasrallah giunge all’indomani della partenza di un gran numero di rifugiati siriani in patria, nelle zone limitrofe a Damasco; essi erano precedentemente stanziati nella cittadina libanese di Arsal, lungo il confine con la Siria. L’operazione è stata condotta in cooperazione tra la General Security libanese e le autorità siriane.

In precedenza, nel corso dei primi mesi del 2018, circa 500 rifugiati avevano già lasciato la regione meridionale del Libano per fare ritorno in Siria, in una mossa organizzata fianco a fianco da Beirut e da Damasco. Inoltre, molte migliaia di rifugiati avevano già fatto ritorno in Siria in anni recenti su base spontanea e volontaria. Nei primi mesi del 2018, oltre 920mila persone sono state sfollate in Siria; ciò rappresenta il culmine dello sfollamento di civili nell’ambito della guerra civile del Paese.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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