Iran: Rouhani discute soluzioni per far fronte alle sanzioni USA

Pubblicato il 1 luglio 2018 alle 6:00 in Iran USA e Canada

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L’Iran sta passando in rassegna soluzioni per continuare a esportare petrolio e difendere la propria economia dalle sanzioni statunitensi, e l’Ayatollah Ali Khamenei ha sostenuto che lo scopo degli Stati Uniti sia creare malcontento nella popolazione contro il governo di Teheran.

Secondo quanto ha riportato l’agenzia di stampa statale IRNA, sabato 30 giugno, Fereydoun Hassanvand, il presidente del comitato parlamentare iraniano per l’Energia, ha reso noto che il governo e il parlamento hanno creato un comitato mirato a individuare potenziali acquirenti di petrolio e soluzioni efficaci per rimpatriare i profitti dal momento in cui le sanzioni statunitensi avranno effetto sul Paese. “A causa della possibilità di sanzioni americane contro l’Iran, il comitato studierà la competenza dei compratori e come ricavare incassi dalla vendita di petrolio, alternative di vendita sicure che siano conformi al diritto internazionale e non conducano a fenomeni quali corruzione e speculazione” ha spiegato Hassanvand.

Le prospettive economiche iraniane sono estremamente peggiorate a seguito del ritiro americano, avvenuto l’8 maggio, dal Joint Comprehension Plan of Action (JCPOA), l’accordo nucleare iraniano. Il JCPOA era stato firmato il 14 luglio 2015 dall’Iran con Stati Uniti, Cina, Russia, Regno Unito, Francia e Germania. Gli Stati Uniti hanno chiesto, martedì 26 giugno, che i Paesi di tutto il mondo smettano di acquistare petrolio iraniano entro il 4 novembre o si preparino ad affrontare le sanzioni economiche americane. Un alto funzionario del Dipartimento di Stato ha avvertito le capitali straniere sul fatto che non saranno concesse deroghe e ha descritto il rafforzamento delle sanzioni su Teheran come “una delle nostre principali priorità di sicurezza nazionale”. In seguito al ritiro americano dal JCPOA, il rial, la valuta nazionale iraniana, ha subito una svalutazione del 40%, scatenando violente proteste da parte dei commercianti e proprietari di bazar, altresì generalmente fedeli ai loro governanti islamici.

Dopo tre giorni di protesta, il leader supremo dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha affermato che le sanzioni imposte dagli Stati Uniti sono mirate a sobillare la popolazione iraniana contro il governo del Paese. “Esse fanno sì che venga a crearsi pressione economica per separare la nazione dal sistema… ma 6 presidenti prima di lui”, ha continuato Khamenei riferendosi a Donald Trump, “hanno cercato di fare altrettanto, e alla fine si sono dovuti arrendere”. Questo è quanto l’Ayatollah ha divulgato tramite il suo sito internet ufficiale: Khamenei.ir. Il leader spirituale del Paese ha altresì affermato che Washington sta agendo di concerto con quegli Stati arabi del Golfo Persico la cui religione è musulmana sunnita; essi considerano Teheran, Paese a maggioranza sciita, come il loro principale nemico nella regione, dunque, secondo l’Ayatollah, lo scopo ultimo di questo blocco antagonista a guida nordamericana sarebbe la destabilizzazione dell’Iran. “Se l’America potesse già agire contro l’Iran, non avrebbe bisogno di formare coalizioni con nazioni reazionarie e impopolari nella regione, chiedendo il loro aiuto per fomentare l’instabilità e le proteste”, ha infine riferito Khamenei ad alcuni ufficiali facenti parte delle Guardie della Rivoluzione, a margine di alcuni commenti andati in onda sull’emittente televisiva nazionale.

Con il ripristino delle sanzioni statunitensi, sarà probabilmente sempre più difficile avere accesso al sistema finanziario globale. A questo proposito, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha incontrato il presidente del parlamento e capo della magistratura per discutere l’attuazione di eventuali contromisure. “Sono stati presi in esame vari tipi di minacce mosse all’economia iraniana da parte del governo americano, e sono state decise misure appropriate in vista delle probabili sanzioni statunitensi, per prevenirne l’impatto negativo”, ha riportato IRNA, citando un rapporto del capo di Stato. Tra le soluzioni proposte, vi sarebbe in primis l’ipotesi di tentare di raggiungere l’autosufficienza relativa alla produzione di benzina, è specificato nel suddetto comunicato.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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