Immigrazione: barca di migranti si dirige in Spagna dopo il no di Malta e Italia

Pubblicato il 1 luglio 2018 alle 15:04 in Immigrazione Spagna

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Un’imbarcazione umanitaria, con a bordo 59 migranti tratti in salvo a largo della Libia sta navigando, domenica 1 luglio, in direzione di Barcellona, dopo che sia Malta sia l’Italia, entrambi Paesi più vicini, si sono rifiutate di farla attraccare sulle loro coste.

Nella serata di sabato 30 giugno, la nave Open Arms, gestita dall’organizzazione spagnola non-profit Proactiva Open Arms, ha reso noto di aver iniziato la navigazione verso “casa”, ossia in direzione del porto di Barcellona, dopo aver ricevuto un’offerta di attracco da parte della sindaca barcellonese, Ada Colau. Con un tweet, il gruppo ha denunciato le “politiche disumane e i porti chiusi” trovati in Italia e a Malta, spiegando che la nave dovrebbe a questo punto attraccare sulle coste di Barcellona mercoledì 27. La sindaca Colau ha twittato un ringraziamento pubblico all’organizzazione, scrivendo: “Grazie per svolgere la parte più difficile di tutte, salvare vite, e grazie per non esservi arresi davanti alle politiche europee crudeli e disumane. Barcellona vi aspetta a braccia aperte”. La Proactiva Open Arms ha reso noto che i migranti a bordo, raccolti nelle operazioni di sabato 30 giugno, includono 5 donne e 4 bambini, e provengono da vari luoghi, tra cui la Palestina, la Siria e la Guinea.

Venerdì 29 giugno, il governo italiano aveva vietato alla nave di attraccare nei propri porti, rifiutando per la terza volta in un mese l’approdo di tali imbarcazioni. In tale occasione, il ministro dei Trasporti italiano, Danilo Toninelli, ha spiegato in una dichiarazione di aver ricevuto un documento formale da parte del Ministero dell’Interno, guidato dal leader di destra, Matteo Salvini, dove veniva richiesto di vietare alla nave dell’organizzazione spagnola Proactiva Open Arms di entrare in territorio italiano, poiché considerata un pericolo per l’ordine pubblico.

In un episodio simile, risalente al 10 giugno, Salvini aveva impedito all’imbarcazione Aquarius, con a bordo 629 migranti, di raggiungere l’Italia. Dopo qualche giorno, anche in quel caso la Spagna aveva messo a disposizione il proprio porto di Valencia per accogliere le persone a bordo. La vicenda aveva sollevato una serie di tensioni fra i diversi Stati membri dell’Unione Europea, tanto che la cancelliera tedesca, Angela Merkel, aveva indetto una riunione fra i principali leader europei, prevista per il 24 giugno. Salvini aveva in seguito respinto una seconda nave, la Lifeline, la quale aveva tratto in salvo 239 migranti in alcune operazioni in mare. Questa seconda imbarcazione era stata infine accettata da Malta, la quale aveva però dichiarato che, dopo suddetta accoglienza, avrebbe chiuso i suoi porti alle navi delle ONG. Sia il governo maltese sia Salvini ritengono che tali organizzazioni, mediante le loro attività di salvataggio, favoriscano il lavoro dei trafficanti di persone.

Venerdì 29 giugno, i leader europei, riuniti a Bruxelles, hanno raggiunto un accordo per quanto riguarda l’immigrazione. Sia Salvini che il primo ministro italiano, Giuseppe Conte, hanno ritenuto che gli esiti delle trattative con gli altri Stati dell’Unione Europea siano positivi per l’Italia. Tuttavia, il documento firmato non obbliga gli altri Paesi del blocco a condividere i migranti salvati in mare.

Dal 2014, sono più di 650.000 i migranti arrivati sulle coste italiane, la maggior parte dei quali dopo essere stati salvati al largo della costa libica, nel Mar Mediterraneo, da gruppi privati e pubblici. l’Italia ospita attualmente circa 170.000 immigrati ma, nell’ultimo anno, il numero di arrivi è calato. Il numero di persone che arriva dalla Libia, che rappresenta il principale punto di partenza, è diminuito dell’80%. Le morti in mare sono state circa 1.000 nel 2018, secondo i dati delle Nazioni Unite.

Nonostante gli sbarchi siano nettamente diminuiti, sono ancora all’ordine del giorno le tragedie in mare a carico di barconi di migranti che tentano di attraversare il mare dalle coste africane alla volta dell’Europa. Stando alle stime della Guardia Costiera libica, sono circa 100 le persone annegate a largo delle coste di Tripoli nella sola giornata di venerdì 29 giugno.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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