Hong Kong: proteste nell’anniversario del ritorno sotto il controllo della Cina

Pubblicato il 1 luglio 2018 alle 9:03 in Asia Hong Kong

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Domenica 1 luglio ricorre il 21esimo anniversario del ritorno di Hong Kong sotto il controllo della Cina. Migliaia di persone hanno preso parte all’annuale protesta, che si è tenuta in un clima di tensione, in quanto Pechino sta aumentando la presa sulla regione.

La provincia di Hong Kong è una ex colonia britannica, diventata una regione a statuto speciale della Cina l’1 luglio 1997. Il passaggio della sovranità è avvenuto seguendo il principio “un Paese, due sistemi”, che garantisce all’isola, per almeno 50 anni, le libertà di cui godeva durante il periodo in cui era controllata dal Regno Unito. Il governo della Cina aveva iniziato ad aumentare la sua ingerenza sulle questioni interne di Hong Kong, preoccupato per le tendenze fortemente democratiche diffuse soprattutto tra i giovani. Il rifiuto, da parte di Pechino, di garantire la piena democrazia a Hong Kong aveva fatto scoppiare una serie di proteste nel 2014 e aveva aumentato il risentimento dei cittadini verso quello che viene da loro considerato uno sconfinamento, da parte della Cina, nel loro territorio. I leader delle proteste del 2014 erano tutti studenti poco meno che ventenni. Le condanne per le loro attività, che continuano ad aumentare, vengono considerate come il tentativo di Pechino di scoraggiare la libertà di espressione e di manifestazione soprattutto nei confronti dei giovani.

Secondo quanto riportato da Reuters, la partecipazione alle manifestazioni per il 21esimo anniversario è un importante indicatore per verificare il sentimento pubblico, dopo che alcuni attivisti sono stati incarcerati e ad altri è stato vietato di prendere parte alle elezioni. I partecipanti alla manifestazione sono stati sia giovani che anziani, e alcuni di loro avevano con sé ombrelli gialli, simbolo dell’attivismo democratico della città. Il governo di Hong Kong ha altresì stanziato la polizia per le strade. 

Uno degli organizzatori delle proteste, Sammy Ip, ha dichiarato che le manifestazioni non colpiranno l’attuale leader e capo esecutivo di Hong Kong, Carrie Lam, ma si concentreranno ni un più vasto sforzo per respingere lo sconfinamento di Pechino nell’ex colonia britannica. Nella mattina di domenica 1 luglio, durante una cerimonia organizzata per ricordare il passaggio di Hong Kong nelle mani della Cina, la Lam ha sottolineato che il sistema “un Paese, due sistemi”, secondo il quale viene governata la regione, rimarrà intatto finché sarà lei a governare.

Martedì 26 giugno, il vice premier cinese, Han Zheng, ha incontrato a Pechino il capo esecutivo dell’ex colonia britannica, congratulandosi con lei per le numerose politiche adottate per la promozione dello sviluppo economico e dell’armonia sociale nella regione. Alcuni critici hanno dei dubbi riguardo l’impegno della loro leader nei confronti dell’autonomia e della libertà di Hong Kong, nonostante le lodi del governo cinese. Un ex funzionario del governo, Joseph Wong, ha spiegato che l’attuale amministrazione non ha a cuore gli interessi dei propri cittadini dei confronti delle autorità cinesi che, a detta sua, stanno lentamente cercando di eliminare il confine con Hong Kong, creando un ponte e una linea ferroviaria ad alta velocità per connettere la regione con la Cina continentale e costituendo una postazione di controllo per l’immigrazione all’interno della stazione dei treni di Hong Kong, che viene considerata già territorio cinese e sottoposta quindi alle leggi di Pechino.

La Lam aveva cominciato il suo mandato come governatrice dell’ex colonia britannica nel 2017, promettendo che sarebbe stata fedele sia a Pechino che a Hong Kong, durante la sua cerimonia di giuramento, alla quale aveva partecipato anche il presidente cinese, Xi Jinping. La leader era stata scelta da un comitato pro-Pechino di circa 1.200 membri, in una città che conta 7,3 milioni di persone. Il tasso di approvazione nei suoi confronti, tuttavia, è diminuito dalla sua elezione. Tuttavia, la Lam ha dichiarato di non essere preoccupata da critiche, attacchi o approvazione popolare, poiché ha “l’opportunità di pianificare il futuro di Hong Kong”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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