Stati Uniti: la Corea del Nord possiede siti nucleari nascosti funzionanti

Pubblicato il 30 giugno 2018 alle 8:58 in Corea del Nord USA e Canada

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Le agenzie di intelligence statunitensi ritengono che, negli ultimi mesi, la Corea del Nord abbia aumentato la produzione di combustibile per le armi nucleari in numerosi siti che sta cercando di tenere nascosti mentre tenta di ottenere concessioni nelle trattative con gli Stati Uniti.

Venerdì 29 giugno, la rete televisiva NBC News, citando 5 funzionari statunitensi rimasti anonimi, ha dichiarato che, negli ultimi mesi, la Corea del Nord avrebbe aumentato la produzione di uranio arricchito per le sue armi nucleari, nonostante si stesse preparando per gli incontri diplomatici con gli Stati Uniti sulla questione. Secondo l’intelligence, Pyongyang ha più di un sito nucleare segreto, oltre alla base di Yongbyon, la già nota struttura dove veniva prodotto combustibile nucleare.

Tale valutazione delle intelligence statunitensi andrebbe a cozzare contro quanto affermato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che, dopo l’incontro del 12 giugno con il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, aveva dichiarato che non sussisteva più alcuna minaccia nucleare da parte di Pyongyang.

La CIA ha declinato le domande sulla questione e il Dipartimento di Stato ha dichiarato che non poteva confermare la notizia, rifiutandosi altresì di rilasciare commenti. Secondo Jeffrey Lewis, direttore del programma di non proliferazione dell’Asia orientale presso l’Istituto Middlebury per gli studi internazionali della California, era chiaro già da tempo che la Corea del Nord possedesse almeno una struttura non dichiarata, oltre a quella di Yongbyon. Lewis ritiene, pertanto, che Pyongyang avrebbe consegnato soltanto alcuni siti nucleari come parte della sua promessa di denuclearizzazione, senza smantellare quelli non dichiarati, per continuare le sue attività.

Lo smantellamento dei siti nucleari e la completa denuclearizzazione della penisola coreana sono state le due condizioni a lungo richieste dagli Stati Uniti. Prima dell’incontro fra Kim e Trump, la Corea del Nord si era sempre opposta a tale richiesta, definendo il suo arsenale necessario per difendersi dalle aggressioni statunitensi. Durante il summit del 12 giugno a Singapore, tuttavia, il leader nordcoreano aveva promesso che avrebbe cominciato i lavori per denuclearizzare la penisola coreana, ma la dichiarazione congiunta firmata dai due presidenti nell’occasione non forniva alcun dettaglio su come o quando Pyongyang avrebbe dovuto abbandonare le armi nucleari. La scorsa settimana, Trump aveva dichiarato che la Corea del Nord stava chiudendo 4 importanti siti dove venivano effettuati test nucleari e che il processo di smantellamento era già cominciato. Tuttavia, alcuni funzionari hanno spiegato che non ci sono prove di tali attività dalla fine del summit di Singapore. Secondo quanto riportato da Reuters, questa settimana il progetto 38 North, che si occupa di monitorare la Corea del Nord, ha spiegato che e ultime immagini satellitari mostrano che Pyongyang abbia eseguito rapidi miglioramenti alla struttura di Yongbyon dal 6 maggio, ma non è stato possibile confermare se questi lavori siano continuati dopo il 12 giugno.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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