Italia: governo chiude i porti a un’altra nave di una ONG

Pubblicato il 30 giugno 2018 alle 9:33 in Immigrazione Italia

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Il governo italiano ha vietato a un’altra nave che esegue operazioni di salvataggio di migranti di attraccare nei propri porti, venerdì 29 giugno, rifiutando per la terza volta in un mese l’approdo di tali imbarcazioni.

Il ministro dei Trasporti italiano, Danilo Toninelli, ha spiegato in una dichiarazione di aver ricevuto un documento formale da parte del Ministero dell’Interno, guidato dal leader di destra, Matteo Salvini, dove veniva richiesto di vietare alla nave dell’organizzazione spagnola Proactiva Open Arms di entrare in territorio italiano, poiché considerata un pericolo per l’ordine pubblico. Secondo quanto riportato da Reuters, l’imbarcazione non ha migranti a bordo. Il portavoce della Proactiva Open Arms non ha rilasciato alcun commento.

Meno di un mese dopo l’inizio del suo mandato, Salvini ha portato avanti una nuova politica governativa per chiudere i porti alle navi delle Organizzazioni Non Governative che salvano i migranti in mare. Il 10 giugno, Salvini aveva impedito all’imbarcazione Aquarius, con a bordo 629 migranti, di raggiungere l’Italia. Dopo qualche giorno, la Spagna aveva messo a disposizione il proprio porto di Valencia per accogliere le persone a bordo. La vicenda aveva sollevato una serie di tensioni fra i diversi Stati membri dell’Unione Europea, tanto che la cancelliera tedesca, Angela Merkel aveva organizzato una riunione fra i leader europei, il 24 giugno. Salvini aveva respinto altresì un’altra nave, la Lifeline, che aveva salvato 239 migranti in mare e che è stata infine accolta da Malta, che ha dichiarato che, dopo l’accoglienza dell’imbarcazione, chiuderà i suoi porti alle navi delle ONG. Sia il governo maltese sia Salvini ritengono che tali organizzazioni, mediante le loro attività di salvataggio, favoriscano il lavoro dei trafficanti di persone.

Venerdì 29 giugno, i leader europei, riuniti a Bruxelles, hanno raggiunto un accordo per quanto riguarda l’immigrazione. Sia Salvini che il primo ministro italiano, Giuseppe Conte, ritengono che gli esiti delle trattative con gli altri Stati dell’Unione Europea siano positivi per l’Italia. Tuttavia, il documento firmato non obbliga gli altri Paesi del blocco a condividere i migranti salvati in mare.

Dal 2014, sono più di 650.000 i migranti arrivati sulle coste italiane, la maggior parte dei quali dopo essere stati salvati al largo della costa libica, nel Mar Mediterraneo, da gruppi privati e pubblici. l’Italia ospita attualmente circa 170.000 immigrati ma, nell’ultimo anno, il numero di arrivi è calato. Il numero di persone che arriva dalla Libia, che rappresenta il principale punto di partenza, è diminuito dell’80%. Le morti in mare sono state circa 1.000 nel 2018, secondo i dati delle Nazioni Unite.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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