Bangladesh: Banca Mondiale offre 480 milioni di dollari per aiutare i rifugiati Rohingya

Pubblicato il 30 giugno 2018 alle 6:36 in Asia Bangladesh

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La Banca Mondiale ha deciso di garantire un supporto economico al governo del Bangladesh pari a 480 milioni di dollari per consentire al Paese di fornire ai numerosi rifugiati della minoranza musulmana Rohingya cure mediche, istruzione e protezione.

“Siamo profondamente commossi dalle sofferenze della minoranza Rohingya e siamo pronti ad aiutarli affinché possano ritornare nei propri villaggi in Mynamar in sicurezza, volontariamente e con dignità”, ha dichiarato Jim Yong Kim, presidente della Banca Mondiale, il quale si recherà in visita in Bangladesh il 1° e il 2 luglio assieme al segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

La minoranza musulmana Rohingya non è mai stata riconosciuta come minoranza ufficiale del Paese e, per questo, è stata spesso vittima di persecuzioni da parte della maggioranza buddista che popola il Myanmar. Tali persecuzioni hanno subito un aumento progressivo nel corso del 2017, raggiungendo l’apice nel mese di agosto quando alcuni militanti islamisti appartenenti ai Rohingya hanno attaccato alcune stazioni di polizia. Secondo quanto riportato dalle Nazioni Unite, circa 700.000 Rohingya avrebbero lasciato il Paese per rifugiarsi in Bangladesh a seguito dell’avvio dell’offensiva guidata dall’esercito nazionale.

La gravità della situazione aveva spinto i governi di Bangladesh e Myanmar ad incontrarsi per trovare un accordo sul processo di rimpatrio della minoranza Rohingya. Tale accordo è stato raggiunto all’inizio del 2018, nel mese di gennaio, e prevede il completamento del rimpatrio volontario della minoranza islamica in Myanmar nel corso di due anni.

Le Nazioni Unite e gli Stati Uniti hanno definito la politica del governo del Myanmar come attuatrice di una vera e propria pulizia etnica nei confronti dei Rohingya. Il governo di Yangon ha negato le accuse rivoltele da tali istituzioni e ha avviato un programma di progressivo rimpatrio dei rifugiati Rohingya nel Paese. Fino ad ora, solamente 374 persone hanno ricevuto l’approvazione dal governo per rientrare.

Il ministro del welfare sociale del Myanmar, Win Myat Aye, dopo aver visitato l’11 aprile alcuni campi profughi che ospitano la minoranza Rohingya nei dintorni della città di Cox Bazar in Bangladesh, aveva espresso una seria preoccupazione ed aveva esortato il governo ad avviare il rimpatrio dei rifugiati prima dell’arrivo della stagione dei monsoni.

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Alice Barberis

di Redazione

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