Ucraina: 4 soldati uccisi da separatisti filo-russi

Pubblicato il 29 giugno 2018 alle 19:30 in Europa Ucraina

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Quattro soldati ucraini sono stati uccisi e due sono rimasti feriti durante gli attacchi perpetrati dai separatisti filo-russi nella zona di conflitto orientale, venerdì 29 giugno. La violenza sembra essere aumentata nuovamente a seguito dell’uccisione di altri tre soldati ucraini, giovedì 28 giugno.

“I combattimenti e gli attacchi continuano lungo tutta la linea di confine”, ha dichiarato in un documento ufficiale l’apparato militare ucraino. Dallo scoppio degli scontri nel 2014 ad oggi più di 10.000 persone sono state uccise.

Il territorio della Crimea inizialmente faceva parte della Russia, tuttavia, nel 1954 l’allora leader sovietico Nikita Kruscev decise di regalare tale penisola all’Ucraina come simbolo di collaborazione in occasione dei 300 anni dell’Unione con la Russia. Con il crollo dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, nel 1992 la Crimea proclamò la propria indipendenza ma rimase all’interno dell’Ucraina come Repubblica Autonoma.

Il 16 marzo 2014, a seguito della caduta del presidente filorusso Janukovic in Ucraina, il governo autonomo della Crimea aveva promosso con il sostegno di Mosca un referendum sull’autodeterminazione della penisola, con l’obiettivo di annettere la penisola alla Russia. Il 96,6% degli elettori si era espresso favorevolmente in merito all’annessione e la Duma russa aveva ratificato la decisione della penisola il 20 marzo 2014.

Secondo quanto stabilito nell’accordo di pace di Minsk del 2015, tutte le armi pesanti avrebbero dovuto essere ritirate. Tuttavia, coloro che monitorano il cessate il fuoco riportano regolari violazioni di tale accordo da entrambe le parti. 

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Alice Barberis

di Redazione

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