Libia: 100 migranti potrebbero essere annegati al largo di Tripoli

Pubblicato il 29 giugno 2018 alle 17:01 in Immigrazione Libia

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100 migranti che si trovavano a bordo di un’imbarcazione che si è rovesciata al largo orientale di Tripoli potrebbero essere annegati, venerdì 29 giugno. Secondo quanto riferito dalla guardia costiera libica, solamente 14 persone sono state tratte in salvo.

La Libia rappresenta uno dei principali punti di partenza delle imbarcazioni cariche di migranti e rifugiati diretti verso le coste europee. La rotta che attraversa il Mediterraneo è stata definita dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) come un passaggio sul “confine più letale del pianeta”. Solo nel 2017 circa 3.000 persone hanno trovato la morte nel tentativo di raggiungere via mare l’Europa.

La Libia versa in uno stato di caos da quando la guerra, iniziata il 17 febbraio 2011, ha rovesciato il regime del colonnello Muammar Gheddafi, che governava la Libia dal 1969. In seguito alla sua uccisione, avvenuta il 20 ottobre 2011, il Paese vive una guerra civile che non si è ancora conclusa. Attualmente, si contendono il controllo due governi rivali. Il primo, sostenuto da Stati Uniti e Italia, si trova a Tripoli ed è stato creato dall’ONU con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015. Il secondo ha sede a Tobruk ed è protetto da Russia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti.

Il tragico evento sarebbe accaduto a poche ore dal raggiungimento di un accordo in sede di Consiglio Europeo in merito alla gestione congiunta del flusso migratorio. Per quanto riguarda la tratta del Mediterraneo Centrale, gli Stati si sono accordati per intensificare gli sforzi per fermare i trafficanti che lavorano in Libia e altrove. “L’Unione Europea continuerà a sostenere l’Italia e gli altri Stati membri in prima linea in questo ambito”.

Gli Stati membri, inoltre, intraprenderanno nuove operazioni e adotteranno nuovi approcci per eliminare tutti quegli incentivi che convincono i migranti a intraprendere un pericoloso viaggio in mare, così da evitare tragiche perdite ed eliminare definitivamente la figura dei trafficanti di persone. Il Consiglio Europeo ha richiesto ulteriori ricerche sul concetto di piattaforme regionali di sbarco, in collaborazione con altri Paesi e alcune organizzazioni, quali lo IOM e l’UNHCR. Tali piattaforme dovrebbero operare distinguendo la situazione di ognuno dei migranti salvati, nel pieno rispetto della legge internazionale.

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Alice Barberis

di Redazione

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