Immigrazione: Malta vieterà a navi ONG con migranti di approdare nei suoi porti

Pubblicato il 29 giugno 2018 alle 10:32 in Europa Immigrazione

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Giovedì 28 giugno, Malta ha dichiarato che non permetterà più a nessuna delle navi di salvataggio per migranti gestite da Organizzazioni Non Governative di entrare nei propri porti.

Mercoledì 27 giugno, La Valletta aveva deciso di consentire all’imbarcazione Lifeline, con a bordo 239 migranti salvati in mare, di attraccare nella capitale. La nave era rimasta bloccata a largo per circa una settimana, dopo che l’Italia aveva deciso di chiudere i porti e non accogliere migranti.

Il primo ministro maltese, Joseph Muscat, ha spiegato che la decisione è unica, ed è stata presa “ad hoc” per trovare una risoluzione alla crisi relativa all’imbarcazione. Le autorità di Malta stanno eseguendo una serie di controlli sull’equipaggio della Lifeline, poiché non sono state seguite le istruzioni di Roma, che aveva imposto loro di lasciare che i migranti venissero intercettati dalla guardia costiera libica.

Il governo maltese ha spiegato che la sua decisione di impedire alle navi umanitarie di approdare nei propri porti è stata presa per evitare che si pensi che Malta approvi operazioni che potrebbero essere contro la propria legge e quella internazionale.

Il ministro degli Interni italiano, Matteo Salvini, ha spiegato che la decisione presa da Malta il 28 giugno mostra come la chiusura dei porti alle navi delle ONG da parte di Roma sia giusta. Anche il ministro degli Interni italiano, come Malta, accusa le Organizzazioni Non Governative di aiutare, con i loro salvataggi, l’operato dei trafficanti di persone. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano, Danilo Toninelli, ha spiegato che al momento nel Mediterraneo ci sono 2 ONG che navigano in maniera illegale, entrambe con bandiera olandese e con a bordo circa 200 persone, nonostante la loro capacità sia di 50 individui a testa.

La nave Lifeline, dell’omonima ONG tedesca, si stava dirigendo verso Malta dopo aver soccorso 300 migranti a bordo di un gommone al largo della Libia, giovedì 21 giugno. L’imbarcazione, in seguito, aveva fatto richiesta per approdare in un porto sicuro, affermando di aver agito nel rispetto di tutte le regole. Da Roma, tuttavia, Salvini e Toninelli avevano replicato che la nave stava agendo in acque libiche, fuori da ogni regola e fuori dal diritto internazionale, accusandola di aver imbarcato migranti senza avere i mezzi tecnici per garantirne l’incolumità e prospettando la richiesta di un’indagine volta ad accertare lo Stato di registrazione.

La Lifeline è la seconda nave gestita da Organizzazioni Non Governative alla quale viene vietato l’approdo nei porti italiani questo mese, dopo che Salvini il 10 giugno aveva impedito all’imbarcazione Aquarius, con a bordo 629 migranti, di raggiungere l’Italia. Dopo qualche giorno, la Spagna aveva messo a disposizione il proprio porto di Valencia per accogliere le persone a bordo. La vicenda ha sollevato una serie di tensioni fra i diversi Stati membri dell’Unione Europea, tanto che la cancelliera tedesca, Angela Merkel aveva organizzato una riunione fra i leader europei, il 24 giugno. Inoltre, i rappresentanti europei si sono incontrati il 28 e il 29 giugno a Bruxelles per discutere la questione immigrazione, arrivando a un accordo attuabile su base volontaria.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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