Etiopia: 9 morti in scontri etnici nelle regioni occidentali

Pubblicato il 29 giugno 2018 alle 6:05 in Africa Etiopia

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Da quando, lunedì 25 giugno, sono scoppiati i disordini nella regione occidentale di Benishangul-Gumuz, in Etiopia, il numero delle persone uccise è salito a 9. È quanto ha riferito l’agenzia di stampa Reuters, giovedì 28 giugno, specificando che non è ancora del tutto chiaro cosa abbia scatenato le violenze. Fonti locali hanno sostenuto che alcuni gruppi di persone avrebbero attaccato le minoranze etniche ormai da decenni stanziate nella città di Assosa.

I gruppi etnici Berta e Gumuz sono considerati indigeni nella regione di Benishangul-Gumuz, al confine con il Sudan, ma nella provincia si individua altresì una larga presenza di Amhara e Oromo, che sono definiti “montanari” ed erano originariamente confinati nelle vaste province centrali dell’Amhara e dell’Oromia.  

Il presidente della regione, Ashadli Hassen, ha dichiarato che finora i morti degli scontri sono 9. Il giorno prima, mercoledì 27 giugno, funzionari locali avevano riportato l’uccisione di una sola persona. “Abbiamo in custodia 40 sospetti e riteniamo che abbiano ricevuto finanziamenti per commettere tali violenze”, ha riferito Hassen ai giornalisti, giovedì 28 giugno, senza fornire ulteriori dettagli.

Gli scontri scoppiati lunedì 25 giugno si inseriscono in un contesto di crescenti disordini etnici che stanno dilagando in tutto il Paese e dopo che, sabato 23 giugno, una granata, esplosa durante un comizio in sostegno del primo ministro Abiy Ahmed, ha provocato il ferimento di 83 persone e la morte di altre 2.

Dal novembre 2015, il Paese è stato colpito da una serie di disordini scoppiati in seguito all’approvazione di un piano di sviluppo urbano per Addis Abeba, il quale, secondo i critici, avrebbe portato a sequestri di terre nella circostante regione dell’Oromia. Anche in seguito alla cancellazione del progetto, noto con il nome di Master Plan, nel gennaio 2016, le proteste sono continuate, diffondendosi nel resto del Paese e trasformandosi in manifestazioni sui diritti politici, che hanno costretto alle dimissioni il primo ministro Hailemariam Desalegn, il 15 febbraio 2018. Il 27 marzo è stato eletto il nuovo premier, Abiy Ahmed, ex tenente-colonnello dell’esercito. Ahmed, originario di Oromia e parte dell’Oromo Peoples Democratic Organization (OPDO), uno dei quattro partiti della coalizione governativa, ha inaugurato il suo mandato il 2 aprile. Il nuovo leader ha giurato di voler attuare riforme democratiche per porre fine alle proteste nel Paese.

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Chiara Gentili

di Redazione

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