Bulgaria: respinta mozione di sfiducia contro il governo

Pubblicato il 29 giugno 2018 alle 12:56 in Bulgaria Europa

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Il parlamento bulgaro ha respinto, il 29 giugno, una mozione di sfiducia nei confronti del governo di centro destra guidato dal primo ministro, Boyko Borissov. La richiesta, presentata dal Partito Socialista bulgaro (BSP) tramite la firma di 80 parlamentari, aveva ricevuto il sostegno da parte del Movimento per i Diritti e le Libertà (MRF) ed era stata dibattuta in Parlamento il 26 giugno, nel corso di una sessione durata un’ora e mezza. La mozione è stata respinta con 131 voti, contro i 104 che avevano votato a favore. Il governo ha ottenuto i voti favorevoli del partito Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria (GERB), dello United Patriots (OP) e del partito populista Volya.

L’opposizione aveva richiesto le dimissioni del governo in quanto sostiene che questi abbia fallito nel portare avanti un’efficace politica di sicurezza e sia stato incapace di rispettare i propri obblighi costituzionali nel garantire la sicurezza interna ed il mantenimento dell’ordine pubblico. Le critiche si concentrano, in particolare, sulla gestione del Ministero dell’Interno, caratterizzato dalla mancanza di una visione politica globale e dall’incapacità di risolvere i crimini nel Paese. Difatti, sulla base di quanto dichiarato in un rapporto dello stesso Ministero pubblicato a febbraio, il 75% dei reati più gravi rimangono irrisolti. i problemi di sicurezza interna sono stati evidenziati dall’evasione, il 3 aprile, di due criminali, Vladimir Pelov e Radoslav Kolev,  dal carcere centrale di Sofia. Due mesi dopo, Pelov è rimasto ucciso in una sparatoria nella sua città di nascita, Botevgrad, mentre Kolev rimane ancora latitante. La mozione poggiava inoltre sulla situazione dell’apparato militare nazionale, definita dal Partito Socialista come critica e che mette in discussione la reale capacità della Bulgaria di difendersi dalle possibili minacce esterne.

Secondo quanto riportato da Reuters, gli analisti politici hanno evidenziato che tale mozione fosse finalizzata in realtà ad indebolire la coalizione di governo in vista delle prossime elezioni parlamentari europee e locali, che si terranno nel 2019.

Il partito di Borissov ha respinto le critiche, affermando che i socialisti non hanno presentato alcuna alternativa alle politiche governative e che vogliono soltanto far passare in secondo piano il successo della presidenza bulgara al Consiglio Europeo, che giungerà a termine il 30 giugno.

La lotta al crimine e il rispetto dello stato di diritto sono considerati attualmente i maggiori ostacoli che impediscono l’entrata della Bulgaria nell’area euro.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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