ONU: la Russia deve smettere di sostenere Assad

Pubblicato il 28 giugno 2018 alle 13:00 in Russia Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le potenze occidentali del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, mercoledì 27 giugno, hanno esortato la Russia a “mantenere i propri impegni” in Siria e ad interrompere il sostegno per l’offensiva di Assad nelle zone meridionali del Paese, dove è previsto un cessate il fuoco. “Gli Stati Uniti possono confermare che la Russia ha lanciato attacchi aerei nella zona sud-ovest nei giorni scorsi”, ha affermato Jonathan Cohen, vice ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite. 

Il viceambasciatore Cohen ha poi aggiunto che le operazioni militari unilaterali portate avanti dal regime di Assad e della Russia rappresentano una violazione dell’accordo di cessate il fuoco autorizzato dal presidente Trump e dal presidente Putin. I bombardamenti aerei hanno devastato il sud-ovest della Siria e la sua città principale Daraa, dove nel 2011 è iniziata la rivolta contro il presidente Bashar al-Assad. Durante la riunione mensile delle Nazioni Unite sulla Siria, Cohen ha infine confermato che gli Stati Uniti sono determinati a mantenere il proprio impegno per il cessate il fuoco, esortando Mosca a fare lo stesso, dal memento che la tregua in questione è stata stabilita con il partenariato tra Giordania, Stati Uniti e Russia.  

Sulla stessa linea, anche l’ambasciatore francese, Francois Delattre, ha invitato “tutti, a cominciare dalla Russia, a mantenere i loro impegni in modo che questa offensiva cessi immediatamente”. L’ambasciatore Delattre ha poi aggiunto che è vitale che la Russia onori l’accordo raggiunto un anno fa e garantisca immediatamente la fine delle ostilità, dal momento che un’ulteriore ondata di rifugiati creerebbe una destabilizzazione a lungo termine nei Paesi vicini, in particolare in Giordania. 

L’ambasciatrice britannica, Karen Pierce, si è unita alle controparti olandesi e svedesi nel ricordare che tali sviluppi potrebbero trasformarsi in una ripetizione delle offensive dello scorso anno contro le enclave ribelli di Aleppo e del Ghouta orientale, le quali implicarono bombardamenti mortali, seguiti da una riconquista del territorio e un accordo per far evacuare i ribelli dalle aree. La Pierce ha inoltre dichiarato: “Mi unisco alla Francia e all’America nell’esortare la Russia a rispettare gli impegni previsti e assicurare che il governo siriano si attenga al cessate il fuoco in modo da poter evitare un’ulteriore crisi umanitaria”. 

Staffan de Mistura, l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, preoccupato per l’escalation, si è unito alla discussione tramite video, evidenziando come gli sviluppi correnti potrebbero compromettere gli sforzi prodotti per trovare una soluzione politica al conflitto, in corso da sette anni. Secondo Mistura, il sud dovrebbe rimanere protetto dal cessate il fuoco messo in atto lo scorso anno dalla Russia, dalla Giordania e dagli Stati Uniti. Tuttavia Assad, dopo aver sottomesso la zona intorno a Damasco con la forza, sembra aver messo gli occhi anche sulla riconquista della zona intorno a Daraa.  

Dopo una settimana di attacchi aerei e di scontri a fuoco, le truppe del regime siriano detengono metà della capitale provinciale, prima occupata dai ribelli. Il regime aveva intimato già da tempo che Daraa, in quanto luogo di nascita della rivolta siriana, sarebbe stata al centro dei prossimi attacchi. Dopo aver riconquistato i bastioni dei dissidenti nella regione del Paese situata a nord di Homs e intorno alla capitale, il regime siriano ha deciso di concentrare i suoi sforzi militari contro le regioni sud-occidentali della Siria, al confine con Israele e con la Giordania, per sconfiggere i ribelli che si oppongono all’autorità di Assad. I ribelli, oltre alla zona di Daraa, controllano anche parte della vicina provincia di Quneitra. In tale contesto, è importante evidenziare che entrambe le provincie toccano la linea dell’armistizio con Israele nelle alture del Golan occupate.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Alice Bellante

di abellante

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.