Consiglio Europeo su immigrazione: la posta in gioco è alta e il tempo è breve

Pubblicato il 28 giugno 2018 alle 15:17 in Europa Immigrazione

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il 28 giugno comincia il Consiglio Europeo a Bruxelles. I 28 capi di Stato e di governo discuteranno principalmente circa il problema dell’immigrazione ma anche di sicurezza, difesa, economia, finanza, Brexit e euro. Il summit inizierà alle 14.00 e un’ora e mezza dopo si terrà la prima sessione di lavoro, seguita da una conferenza stampa alle 19.00. Il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, ha dichiarato che sarà un vertice difficile e che i leader europei cercheranno unità su temi come immigrazione, commercio, difesa e il futuro dell’Eurozona.

Secondo la cancelliera tedesca, Angela Merkel, invece, nei due giorni del vertice “si deciderà il destino dell’Unione Europea”. Tale commento è da leggere in riferimento ai provvedimenti che saranno intrapresi per affrontare la questione migratoria. Alla luce di ciò, la cancelliera, intervenendo nel Bundestag, ha fatto appello a soluzioni “multilaterali e non unilaterali”. Merkel ha altresì proposto la creazione di una “coalizione di volontari”, composta da membri dei 28 Paesi, finalizzata a concludere accordi per consentire il ritorno dei migranti nel primo Paese in cui si sono registrati. Secondo la cancelliera, tale approccio non rappresenterebbe una soluzione perfetta, ma potrebbe comunque essere il primo passo per controllare i movimenti secondari dei richiedenti asilo all’interno dell’UE. Infine, la Markel ha sottolineato che i rifugiati non hanno il diritto di scegliere lo Stato ospitante e che i Paesi dove si verificano la maggior parte degli arrivi non posso essere lasciati soli. In tale contesto, sarà perciò fondamentale la revisione del Regolamento di Dublino.

L’Italia, a questo proposito, intende tracciare una “linea rossa” circa il principio di responsabilità condivisa sui salvataggi in mare e sulla ripartizione dei migranti. Senza un accordo su tale principio, il governo italiano è pronto a dire ‘no’ al documento finale del vertice. L’obiettivo di Giuseppe Conte è perciò il superamento del regolamento di Dublino, attraverso una codifica strutturata della procedura implementata per la nave Lifeline, definita come “un modello che rompe gli schemi dei ferrei egoismi del passato ed apre la strada ad una solidarietà pragmatica”. Roma punta ad una partnership tra capitali in materia di immigrazione, anche se la proposta è notoriamente ostile ai 4 di Visegrad, cioè Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, oltre che a Paesi come Austria e Danimarca. Come anticipato, anche il ruolo della Germani sarà cruciale e rappresenta una controversia piena di sfaccettature. Secondo quanto riporta ANSA, la Merkel “giocherà una partita delicatissima, quella sui movimenti secondari dei migranti, per salvare il suo governo, minacciato dal ministro ‘falco’ Horst Seehofer”.

Per allentare la tensione, Tusk ha deciso di non prendere in analisi il regolamento di Dublino, dal momento che “non c’è ragione di credere che si possa raggiungere un accordo in tempi rapidi”. Il leader polacco ha perciò deciso di dare la precedenza all’eventualità di creare piattaforme di sbarco regionali in Paesi terzi, come Tunisia o Marocco.

“La posta in gioco è alta e il tempo è breve” ha dichiarato il presidente del Consiglio Europeo”.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Alice Bellante

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.