Trump vuole la fine dell’embargo contro il Qatar

Pubblicato il 27 giugno 2018 alle 14:10 in Qatar USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro degli Esteri del Qatar ha discusso della crisi del Golfo con la sua controparte statunitense, che ha riferito che il presidente americano Donald Trump vuole la fine dell’embargo contro Doha, poiché questo avvantaggia l’Iran.

Mike Pompeo ha fatto tali dichiarazioni durante l’incontro con il ministro qatariano, Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, avvenuto martedì 26 giugno, secondo quanto riportato da una dichiarazione del Dipartimento di Stato. “Il Sottosegretario ha sottolineato il desiderio del Presidente di vedere la controversia del Golfo alleggerita e, in fine, risolta, in quanto questa beneficia solo l’Iran”, si legge nella dichiarazione. Inoltre, Pompeo ha elogiato “i continui sforzi del Qatar in materia di antiterrorismo e di contrasto al finanziamento del terrorismo”.

Da parte sua, l’agenzia di stampa statale del Qatar ha riferito che Pompeo e Al-Thani hanno discusso degli “ultimi sviluppi nella regione, in particolare della crisi del Golfo e delle ripercussioni della situazione umanitaria in Yemen, Libia, Palestina e Siria”. Questa rappresenta la prima visita ufficiale del ministro degli Esteri qatariano a Washington, la cui durata non è stata resa pubblica. L’incontro è avvenuto a seguito di un tour di una settimana in Medio Oriente da parte di Jared Kushner, consigliere e genero del presidente americano Donald Trump, e Jason Greenblatt, l’inviato USA nella regione, che hanno visitato la Giordania, l’Arabia Saudita, l’Egitto, il Qatar e Israele per discutere delle problematiche umanitarie dei Paesi dell’area.

Il 5 giugno 2018 è stato il primo anniversario della crisi del Golfo. In tale data, un anno prima, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto hanno imposto un embargo contro il Qatar, a causa di un presunto sostegno e finanziamento ad organizzazioni terroristiche. Da parte sua, Doha ha sempre negato le accuse, ma si è trovata in una grave condizione di isolamento. I confini terrestri e marittimi del Paese sono stati chiusi, i collegamenti aerei sospesi e i cittadini del Qatar espulsi dagli Stati sostenitori dell’embargo. Nell’annunciare l’embargo, Riad aveva dichiarato che questo fosse necessario per “proteggere la sicurezza nazionale dai pericoli del terrorismo e dell’estremismo”. Il Qatar ha ripetutamente definito tali accuse “infondate”, denunciando l’embargo come un tentativo di imporre un controllo sulla nazione.

Il blocco ha danneggiato le imprese, le possibilità d’istruzione e la mobilità dei qatariani. Il Qatar ha descritto le azioni intraprese dai paesi bloccanti come “prive di giustificazione legittima”, affermando che tali decisioni vadano a violare la sovranità di Doha. Sia l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al-Thani, sia il ministro degli Esteri del Paese, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, hanno ribadito che Doha è disposta a negoziare con le Nazioni della regione e ha accolto le richieste dei leader internazionali di avviare dei colloqui per trovare una soluzione alla questione dell’embargo. Nonostante i gravi sforzi di mediazione da parte del Kuwait, degli Stati Uniti e dell’Europa, più di un anno dopo, la situazione rimane irrisolta. 

Il Tribunale internazionale dell’Aia ha indetto audizioni pubbliche, nel mese di giugno, per discutere una causa tra il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti. Doha accusa Abu Dhabi di violazioni dei diritti umani, discriminazioni, e una “campagna di coercizione politica ed economica” portata avanti a suo detrimento insieme all’embargo. Tramite una dichiarazione della Corte Internazionale di Giustizia, il più alto organo giudiziario delle Nazioni Unite con sede all’Aia,  è stato reso noto che il tribunale dell’ONU parteciperà a tre giorni di udizioni pubbliche, fissati a partire dal 27 giugno prossimo, in cui gli avvocati di rappresentanza del Qatar accuseranno pubblicamente gli Emirati Arabi Uniti, i quali avranno la possibilità di difendersi. La disputa mediorientale ha destato l’interesse mediatico internazionale. Nel mese di gennaio 2018, l’ufficio delle Nazioni Unite addetto alla difesa dei diritti dell’uomo ha accusato i quattro Paesi fautori dell’embargo di aver architettato una campagna di odio ai danni del Qatar, la quale avrebbe incluso minacce di morte indirizzate all’emirato del Paese. Non si sono poi rivelati utili i tentativi di mediazione messi in atto dal Kuwait e da Washington. Gli Stati Uniti dispongono di forti alleanze con ambedue le fazioni, e temono che una scissione tra i cinque alleati di religione sunnita possa andare a vantaggio dell’Iran, il quale sta affermando la sua influenza in tutta la regione mediorientale.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.