Libia: NOC di Tripoli contro decisione di Haftar di cedere porti petroliferi a compagnia parallela

Pubblicato il 27 giugno 2018 alle 6:30 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il portavoce dell’esercito nazionale libico, Ahmed Al-Mismari, ha annunciato, lunedì 25 giugno, che il generale Haftar intende passare il controllo dei porti petroliferi alla compagnia nazionale della Libia con sede nei territori orientali (NOC-est). La decisione arriva dopo giorni in cui le truppe del comandante si fronteggiano senza sosta con le milizie guidate da Ibrahim Jodran, leader ribelle a capo delle Petroleum Facilities Guards (PFG), contendendosi il dominio sui siti di Ras Lanuf e Sidra.

Al-Mismari ha specificato, nel corso di una conferenza stampa, che, in seguito alla nuova direttiva, nessuna delle parti è autorizzata a entrare nella regione della mezzaluna petrolifera senza l’autorizzazione del presidente della NOC con sede a est, Faraj Al-Hassi.

L’obiettivo sarebbe quello di bandire i cosiddetti “terroristi” che ricevono compensi dalle entrate petrolifere attraverso la mediazione della Banca Centrale libica di Tripoli. Secondo Al-Mismari, questa mossa risolverebbe i problemi finanziari della Libia. “La NOC con sede a Tripoli sta ignorando le forze orientali che continuano a proteggere la mezzaluna petrolifera nonostante abbiano perso almeno 200 persone a causa degli attacchi. La NOC orientale, invece, assicurerà che i contratti firmati con le imprese internazionali restino al sicuro “, ha dichiarato il portavoce di Haftar, vietando alle forze dell’esercito nazionale libico di occuparsi di navi petrolifere non approvate dal governo del generale e dal NOC di Bengasi.

Quando i miliziani di Jodran hanno preso il controllo sui porti petroliferi, la NOC-est ha tentato di vendere petrolio, nonostante il divieto a livello internazionale, e la NOC di Tripoli, considerata legittima dalla comunità internazionale, ha accusato la compagnia parallela di aver compiuto “un’operazione di pirateria sulle risorse libiche”.

La risposta della NOC di Tripoli riguardo alla decisione di passare il controllo dei porti petroliferi alla compagnia parallela non si è fatta attendere. Martedì 26 giugno, dopo l’annuncio di Al-Mismari, la NOC ha immediatamente condannato l’azione del comando generale di Haftar e ha esortato sia la comunità internazionale sia il popolo libico a schierarsi contro questa disposizione. Secondo la compagnia petrolifera, il generale libico non possiede l’autorità legale per determinare chi controlla le esportazioni di petrolio e qualsiasi tentativo di farlo violerebbe le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la legge nazionale libica e il codice penale. La NOC ha anche avvertito le società straniere di non accettare contratti per acquistare petrolio da istituzioni parallele, minacciando di intraprendere azioni legali contro i trasgressori.

“Esiste solo una NOC legittima riconosciuta dalla comunità internazionale e dall’OPEC”, ha dichiarato il presidente della compagnia, Mustafa Sanalla, aggiungendo che le esportazioni di greggio da parte di altre istituzioni sono illegali e saranno fermate. “Siamo fiduciosi che il Governo di Accordo nazionale di Tripoli e i nostri partner internazionali prendano le misure necessarie per bloccare tutte le esportazioni in violazione del diritto internazionale”, ha specificato. Lo stesso Jodran aveva tentato di vendere petrolio nel marzo 2014, ma le navi statunitensi lo avevano ostacolato. “L’esercito nazionale libico ha deciso di mettersi al di sopra della legge. L’LNA si comporta proprio come il criminale Ibrahim Jodran”, ha osservato ancora Sanalla. Anche il vicepresidente del Consiglio di Presidenza, Ahmed Mietieq, ha affermato che “la National Oil Corporation di Tripoli è l’unico canale di esportazione di petrolio e gestione delle risorse petrolifere legittimo”.

La Libia versa in uno stato di caos da quando la guerra, iniziata il 17 febbraio 2011, ha portato al rovesciamento del regime del colonnello Muammar Gheddafi, che governava la Libia dal 1969, per mano della NATo, che è intervenuta nel marzo di quell’anno. In seguito alla sua uccisione, avvenuta il 20 ottobre 2011, il Paese vive una guerra civile che non si è ancora conclusa. Attualmente, si contendono il controllo due governi rivali. Il primo, sostenuto da Stati Uniti e Italia, si trova a Tripoli ed è stato creato dall’ONU con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015. Il secondo ha sede a Tobruk ed è protetto da Russia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.