Immigrazione: Lifeline approderà a Malta e sarà sequestrata

Pubblicato il 27 giugno 2018 alle 15:20 in Europa Immigrazione

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Dopo quasi una settimana passata in mare, la nave Lifeline ha ricevuto il permesso di entrare nelle acque territoriali maltesi, trovare riparo dalle cattive condizioni meteorologiche e attraccare nel pomeriggio del 27 giugno. L’attracco è parte della soluzione europea” per l’imbarcazione, in base alla quale Malta accoglierà i migranti nel suo territorio, per poi ridistribuirli tra 8 Paesi europei: Francia, Italia, Portogallo, Belgio, Irlanda, Lussemburgo, Olanda e la stessa Malta. In seguito all’approdo, la Lifeline sarà poi sequestrata per permettere l’avvio di un’indagine, finalizzata ad accertare se e in quale misura il capitano dell’imbarcazione abbia violato le leggi internazionali.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, parlando ad Agora, su Rai3, ha affermato che al momento nel Mediterraneo ci sono 2 ONG che navigano in maniera illegale. Entrambe battono bandiera olandese e navigano con un’imbarcazione che potrebbe trasportare 50 persone, ma che attualmente ne porta 200. “Sono irresponsabili, non soccorritori” ha dichiarato Toninelli. Il ministro ha inoltre rimarcato che la Guardia Costiera italiana ha rispettato le convenzioni internazionali e che, nel corso degli anni, ha salvato “un milione di vite umane”.

La “soluzione europea” prevede una redistribuzione su base volontaria tra diversi Paesi europei ed è definita da ANSA come una “soluzione del tutto inedita nella gestione degli sbarchi, che potrebbe segnalare un precedente nella politica europea”. Tale accordo, al quale si lavora da giorni, sembrava aver raggiunto un punto di svolta in seguito ad un incontro, tenutosi in gran riservatezza, il 26 giugno, a Roma, tra Conte e Macron. L’intesa sembra altresì essersi concretizzata grazie ad una sequenza di chiamate incrociate tra le cancellerie dell’Unione Europea, sostenute sia dalla Commissione, sia dal Consiglio. Il premier maltese, Joseph Muscat, ha concesso l’ingresso della nave in porto, solo dopo che il resto degli Stati coinvolti hanno accettato le loro quote di redistribuzione dei passeggeri. Il ministro degli Interni tedesco, Horst Seehofer, definito dall’ONG come un “Salvini tedesco” che omette soccorso, si è opposto a tale soluzione, impedendo alla Germania di partecipare. Axel Steier, il portavoce di Lifeline, ha dichiarato in un comunicato che: “Se la situazione a bordo della nave subirà un’escalation a causa delle condizioni di sfinimento e debolezza delle persone a bordo, e del peggioramento del tempo, Seehofer ne avrà piena responsabilità”.

In attesa di ulteriori sviluppi, il ministro degli Interni italiano, Matteo Salvini, ha esultato su Twitter scrivendo: “E due! Dopo la ONG Aquarius spedita in Spagna, ora tocca alla Lifeline che andrà a Malta. Stop all’invasione”. Inoltre, senza astenersi dall’ormai polemica quotidiana con il presidente francese, Emmanuel Macron, il ministro ha dichiarato: “È un arrogante, apra subito le porte di casa sua ai 9.000 immigrati che la Francia si era impegnata ad accogliere dall’Italia”. L’attacco al presidente francese è arrivato in seguito al commento di Parigi, secondo il quale nello stivale non ci sarebbe alcuna crisi migratoria.

A bordo della Lifeline, nave di un’ONG tedesca, battente bandiera olandese, in stallo da 6 giorni nel Mediterraneo, ci sono 234 migranti a bordo. Il caso costruito intorno all’imbarcazione inizia con il salvataggio di circa 300-400 migranti a bordo di un gommone, nelle acque al largo delle coste libiche. L’immigrazione è stata al centro del vertice di Bruxelles del 24 giugno, a cui hanno partecipato Austria, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Italia, Malta, Spagna, Belgio, Olanda, Croazia, Slovenia, Lussemburgo, Finlandia, Danimarca e Svezia. L’obiettivo dell’incontro è stato lavorare con i capi di Stato e di governo interessati a soluzioni europee sul tema della migrazione e dell’asilo, prima del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno.

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Alice Bellante

di Redazione

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