Gran Bretagna invierà 440 nuove truppe in Afghanistan

Pubblicato il 27 giugno 2018 alle 6:18 in Afghanistan UK

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Il governo della Gran Bretagna ha deciso di inviare ulteriori 440 truppe in Afghanistan con l’obiettivo di addestrare le Forze nazionali di Sicurezza e Difesa afghane. Se la decisione verrà approvata dal Consiglio di Sicurezza Nazionale, la Gran Bretagna diventerà il terzo maggiore collaboratore alla sicurezza dell’Afghanistan.

La proposta di incrementare la presenza inglese sul suolo afghano arriva a seguito della visita del ministro degli Esteri Johnson a Kabul, lunedì 25 giugno, durante la quale il ministro ha avuto modo di incontrare numerosi esponenti del governo afghano.

“Il governo della Gran Bretagna è totalmente impegnato ad aiutare la costruzione di un Afghanistan stabile, prospero e pacifico”, ha dichiarato il ministro Johnson, ricordando che attualmente sono stanziati a Kabul 600 soldati inglesi e un piccolo contingente di forze speciali.

Il ministro Johnson, inoltre, si è congratulato con il presidente Ashraf Ghani per i tentativi di pacificazione del Paese e di raggiungimento di un accordo con i talebani, una delle principali forze destabilizzatrici dell’ordine pubblico nel Paese.

In seguito al crollo dell’Unione Sovietica, i talebani si sono affermati come gruppo dominante nel Paese e, alla fine di una sanguinosa guerra civile, hanno governato gran parte del Paese dal 1996 al 2001. Dopo essere stati deposti in seguito all’invasione statunitense del 2001 e all’intervento NATO del 2003, il gruppo ha iniziato a compiere offensive per destabilizzare il Paese e riacquisire il potere. Tuttavia, i talebani non sono l’unico gruppo insurrezionale presente in Afghanistan. Dal 2015, è presente anche Khorasan Province, la branca dell’ISIS attiva nella regione, che compie attentati contro le forze di sicurezza e le minoranze sciite locali.

I primi tentativi di risoluzione pacifica del conflitto civile che insanguina il Paese dal 2003 erano stati realizzati dal presidente Ashraf Ghani il 28 febbraio, quando si era detto disposto al dialogo con i talebani senza alcuna precondizione, per porre fine al conflitto nel Paese asiatico.

In occasione dell’inizio del secondo meeting del Kabul Process for Peace and Security Cooperation, il presidente Ghani aveva proposto l’istituzione di un cessate il fuoco, il rilascio dei prigionieri talebani, insieme all’organizzazione di nuove elezioni che includano i militanti, e che prevedano ad una revisione costituzionale. Il presidente aveva poi esortato i talebani ad accettare l’offerta per salvare l’Afghanistan, affermando che “la pace è nelle loro mani”. A seguito della buona riuscita del cessate-il-fuoco di tre giorni stabilito con i talebani in occasione della festività islamica di Īd al-fiṭr, il governo di Kabul ha espresso ottimismo in merito alla possibilità di aprire un tavolo di trattative per la pace nel Paese.

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Alice Barberis

di Redazione

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