Cina: non cederemo neanche un centimetro del nostro territorio

Pubblicato il 27 giugno 2018 alle 17:39 in Asia Cina

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In occasione della visita di tre giorni in Cina del segretario della Difesa degli Stati Uniti, James Mattis, il presidente Xi Jinping ha ribadito l’impegno profuso dal proprio Paese nel mantenimento della pace nel mondo ma ha sottolineato di non essere disposto a cedere neanche un centimetro del territorio lasciato in eredità dai propri antenati.

Il commento del presidente Xi fa riferimento alle recenti tensioni scatenatesi tra l’isola di Taiwan e Pechino. La Repubblica Popolare Cinese considera l’isola di Taiwan come una sua provincia e non è disposta a concederle una formale indipendenza. Al contrario, per riaffermare il principio One China Policy, secondo il quale gli Stati che desiderano intrattenere rapporti diplomatici e commerciali con la Cina non possono riconoscere l’indipendenza dell’isola di Taiwan, la Repubblica Popolare Cinese ha avviato una serie di esercitazioni militari nello Stretto di Taiwan.

Le più recenti sono in atto dal 17 giugno e stanno vedendo il coinvolgimento delle principali navi da guerra cinesi, comprese la fregata 054A e il cacciatorpediniere 052C. Il governo degli Stati Uniti, pur non avendo mai riconosciuto formalmente l’indipendenza di Taiwan dalla Cina, ha sempre intrattenuto buoni rapporti con l’isola. Con l’arrivo alla Casa Bianca del presidente Donald Trump, inoltre, questi rapporti sembrano essersi ulteriormente intensificati.

Il 16 marzo è entrato in vigore il Taiwan Travel Act, grazie al quale gli ufficiali del governo americano di qualsiasi livello hanno l’autorizzazione di raggiungere l’isola per incontrare le loro rispettive controparti e discutere dei rapporti commerciali bilaterali. Il 12 giugno, infine, gli Stati Uniti hanno inaugurato formalmente, alla presenza della presidentessa dell’isola, Tsai Ing-Wen, l’Istituto Americano di Taiwan, ovvero la nuova ambasciata americana de facto a Taiwan.

“La Cina sostiene e promuove lo sviluppo pacifico. L’apparato militare cinese sostiene e protegge la sicurezza, la sovranità e gli interessi del Paese. La Cina e gli Stati Uniti devono necessariamente aumentare la cooperazione e accrescere la fiducia reciproca per gestire al meglio le eventuali crisi”, ha dichiarato Wei Fenghe, ministro della Difesa cinese.

I principali terreni di scontro tra i due Paesi sono rappresentati attualmente dalla situazione commerciale e dalla gestione del Mar Cinese Meridionale. In ambito economico i due Stati sembrano trovarsi in una situazione di “guerra commerciale” a seguito della decisione del presidente Trump di imporre dazi ad 800 prodotti di importazione cinese per un valore pari a 50 miliardi di dollari. La scelta del presidente americano è giunta in risposta al fallimento dei negoziati avviati tra i due Paesi per trovare un compromesso tra le reciproche posizioni.

Il governo di Pechino è stato accusato da Washington di violare i diritti sulla proprietà intellettuale e di sottrarre il know how delle imprese americane. Il presidente Trump, inoltre, aveva fatto richiesta al governo cinese sia di ridurre di 100 miliardi di dollari il deficit commerciale che gli Stati Uniti hanno nei confronti della Cina sia di fornire maggiori dettagli in merito all’implementazione del piano Made In China 2025, il quale prevedrebbe un sensibile miglioramento in ambito tecnologico del settore industriale cinese.

Per quanto riguarda il Mar Cinese Meridionale, invece, il governo di Washington è preoccupato dai numerosi tentativi posti in essere dal governo di Pechino di militarizzare alcune isole presenti nell’area, in particolare l’isola Woody e le isole Spratly. Questi tentativi, uniti alle cospicue rivendicazioni territoriali di Pechino nelle acque del Mar Cinese Meridionale, rappresentano un rischio per il flusso di traffici commerciali che solcano tale mare. Per tutelare il giro di affari pari a 5000 miliardi di dollari, gli Stati Uniti sono impegnati a garantire lo status di acque internazionali del Mar Cinese Meridionale. Questo impegno americano nell’area, tuttavia, crea tensioni con Pechino, il quale ha ribadito la liceità delle proprie azioni e rivendicazioni.

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Alice Barberis

di Redazione

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