Yemen: UE chiede la fine delle violenze e il ripristino dell’accesso umanitario

Pubblicato il 26 giugno 2018 alle 13:15 in Europa Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Unione Europea ha chiesto a tutte le parti coinvolte nel conflitto yemenita di fermare l’escalation di violenza e garantire che il porto di Hodeida rimanga aperto per consentire l’accesso alle forniture umanitarie.

Le forze governative dello Yemen hanno intrapreso un’offensiva per riprendere la città portuale di Hodeida, il punto d’ingresso di ¾ delle importazioni del Paese, al momento occupato dai ribelli sciiti Houthi. Tale iniziativa ha tuttavia avviato un ciclo di violenza che costringe migliaia di persone a fuggire in vista di una sanguinosa resa dei conti. In risposta alle operazioni lanciate dai contingenti governativi e dall’alleanza a guida saudita, i ribelli Houthi, domenica 24 giugno, hanno stanziato ulteriori forze nella città. Le forze della coalizione erano entrate nell’aeroporto della città il 19 giugno e ne avevano preso ufficialmente il controllo il giorno dopo, consolidando la propria presenza nell’area. Tuttavia, il tentativo dell’Onu di negoziare un cessate il fuoco in Yemen è fallito e le forze leali al presidente Rabbo Mansour Hadi, sostenute dai sauditi, stanno continuando ad avanzare nell’offensiva mirata a riconquistare la città portuale di Hodeida.

In tale contesto, in seguito ad una riunione di tutti e 28 ministri degli Esteri a Lussemburgo, l’Unione Europea ha esortato tutte le parti a porre fine alla corrente escalation di violenza, a dare prova di moderazione, a lavorare con urgenza per un cessate il fuoco a livello nazionale e ad impegnarsi in maniera costruttiva con le Nazioni Unite. Il blocco europeo ha inoltre sollecitato il ripristino dell’accesso umanitario senza ostacoli e la creazione di passaggio sicuro per coloro che vogliono sfuggire ai combattenti, sottolineando che oltre 22 milioni di persone, l’80% della popolazione, hanno bisogno di protezione o sostegno. A questo punto, è importante sottolineare che non esistono alternative praticabili ad Hodeida, in termini di distribuzione di prodotti commerciali e aiuti umanitari. L’alto rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Federica Mogherini, ha affermato che la cessione del porto di Hodeida alle Nazioni Unite potrebbe essere “un’opzione praticabile”.

La guerra civile in Yemen è iniziata il 19 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, guidata dall’Arabia Saudita, che comprende Emirati Arabi Uniti, Egitto, Kuwait, Sudan e Bahrein, è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a sostegno del presidente Hadi. Da parte sua, l’Iran sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo. La Repubblica Islamica ha negato con fermezza le accuse, provenienti dagli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita. In questo contesto è intervenuta anche la Russia, sostenendo che lo scambio di armi tra Yemen e Iran potrebbe essersi verificato precedentemente rispetto all’imposizione dell’embargo sulle armi in Iran, avvenuto a seguito di una serie di risoluzioni Onu, adottate a partire dal 2006.

La coalizione a guida saudita, la quale combatte i ribelli Houthi da almeno 3 anni, ha dichiarato di aver ucciso 41 terroristi a Maran, tra cui 8 membri del gruppo militante sciita libanese, Hezbollah, distruggendo inoltre le loro attrezzature, il 25 giugno. Maran è nella provincia di Saada, nel nord dello Yemen, ed è considerata una roccaforte dei ribelli Houthi Zaydi Shia, sostenuti dall’Iran. La coalizione saudita ha spesso accusato l’Iran di fornire armi agli Houthi, tra cui i missili balistici che hanno preso di mira che hanno preso di mira il regno con crescente frequenza.

La guerra nello Yemen, ormai al suo terzo anno, ha causato la morte di almeno 10.000 persone, secondo le stime dell’Onu, che ha definito la situazione nel Paese la “peggiore crisi umanitaria del mondo”. L’offensiva contro Hodeida potrebbe avere conseguenze catastrofiche. Le Nazioni Unite hanno avvertito che fino a 250.000 persone sono a rischio in caso di un attacco nell’area.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Alice Bellante

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.