Nicaragua: i morti salgono a 212

Pubblicato il 26 giugno 2018 alle 6:03 in America Latina America centrale e Caraibi

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La Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) ha rivelato che, secondo i report dell’organizzazione, almeno 212 persone sono morte in Nicaragua per “azione dello Stato repressivo”. Un’inchiesta sui due mesi di proteste contro il governo sandinista di Daniel Ortega conferma che fino alla prima settimana di giugno erano stati registrati 1.337 feriti e 507 arrestati. I dati fanno parte di un documento presentato dalla CIDH all’Organizzazione degli Stati Americani (OEA) a Washington. Gli Stati Uniti hanno chiesto nel corso della presentazione che il governo del Nicaragua convochi elezioni anticipate per porre fine alla crisi.

La Commissione sostiene nel rapporto che “la violenza di stato è stata finalizzata a scoraggiare la partecipazione alle manifestazioni e a reprimere ogni espressione di dissenso politico”. Durante la sessione del Consiglio permanente della OEA, l’ambasciatore statunitense presso l’organizzazione, Carlos Trujillo, ha chiesto a Ortega per la prima volta di convocare elezioni “anticipate e libere” per porre fine alla violenza. “Per essere chiari, il governo del Nicaragua deve essere responsabile” – ha aggiunto Trujillo, che ha recentemente visitato il paese centroamericano nel quadro di una delegazione interamericana.

La Commissione ha concluso che il paese centroamericano ha violato i diritti alla vita, all’integrità personale, alla salute e alla libertà personale, nonché i diritti di assemblea, di libertà di espressione e di accesso alla giustizia. Il ministro degli Esteri del Nicaragua, Denis Moncada, ha affermato durante la riunione che il suo governo ha già respinto le conclusioni del rapporto in quanto “soggettivo, di parte, pieno di pregiudizi e notoriamente fazioso”. Il documento manca “completamente di verità, e offende la dignità di nicaraguensi” – ha aggiunto il capo della diplomazia del paese mesoamericano. Anche la rappresentante venezuelana, Carmen Velásquez, ha criticato il testo di 96 pagine “per la sua mancanza di professionalità, imparzialità e veridicità”.

Le proteste in Nicaragua sono iniziate il 18 aprile scorso a causa della riforma delle pensioni, successivamente ritirata, e sono diventate in seguito espressione del malcontento nei confronti del presidente Ortega, l’ex guerrigliero sandinista tornato al potere nel 2006. Una mediazione tra il governo sandinista e i gruppi studenteschi e imprenditoriali che animano la protesta, tentata a più riprese dalla conferenza episcopale nicaraguense, finora non ha prodotto risultati.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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