Libia: continuano gli scontri a Ras Lanuf e Sidra, le truppe di Jodran riprendono il controllo

Pubblicato il 26 giugno 2018 alle 6:30 in Africa Libia

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Le truppe del comandante Ibrahim Jodran hanno scagliato un contrattacco nei confronti delle forze dell’esercito nazionale libico, guidate dal generale Khalifa Haftar, per riconquistare i porti petroliferi di Ras Lanuf e Sidra. Giovedì 21 giugno, le LNA di Haftar avevano lanciato un’offensiva militare con il nome di Holy Invasion ed erano riuscite a sottrarre alle Petroleum Facilities Guards di Jodran il controllo dei due siti, costringendoli a ritirarsi verso ovest.

Secondo quanto riportato dal quotidiano the Libya Observer, le PFG hanno confermato di aver riconquistato i porti petroliferi e, al momento, starebbero assediando le forze dell’esercito nazionale libico in fuga nei pressi di Wadi Khahilah, a circa 30 km a est di Sidra. Una fonte militare interna alle truppe di Jodran ha dichiarato: “Controlliamo le aree dalla città di Harawa, a ovest di Sidra, fino a Ras Lanuf, a est”. Si stima che, nel corso dei combattimenti, siano stati uccisi almeno 20 soldati della Dignity Operation, la missione che il generale Haftar conduce dal maggio 2014 per cacciare i “terroristi” dalle regioni orientali del Paese.

Esperti militari hanno messo in dubbio la capacità di Haftar di mantenere il controllo della regione petrolifera senza il supporto degli attacchi aerei messi in atto dai suoi sostenitori stranieri, Egitto ed Emirati Arabi Uniti. La conquista dei porti petroliferi da parte dell’esercito nazionale libico sarebbe durata solo poche ore, e, già giovedì 21 giugno, Haftar aveva rilasciato una registrazione audio in cui affermava che stava continuando a combattere contro “i nemici di Dio” per riprendere il controllo di Ras Lanuf e Sidra.

Alcuni media locali, sostenitori della Dignity Operation, hanno rivelato che Haftar stava pianificando di tenere un discorso televisivo ufficiale per dichiarare la vittoria nella regione petrolifera. Tuttavia, il generale avrebbe rimandato l’appuntamento dopo essere stato informato della fuga delle sue truppe dai due porti di Ras Lanuf e Sidra.

I combattenti fedeli al leader rivoluzionario Ibrahim Jodran avevano compiuto un attacco a sorpresa nei porti petroliferi di Ras Lanuf e Sidra giovedì 14 giugno. In risposta a questo assalto, le forze fedeli al generale Khalifa Haftar avevano cominciato a sferrare bombardamenti aerei contro i miliziani giunti nell’area della cosiddetta mezzaluna petrolifera. A causa degli scontri, almeno 2 serbatoi sono stati distrutti, suscitando la dura reazione della NOC che ha condannato le operazioni militari nella zona e richiesto la cessazione immediata del conflitto.

La Libia versa in uno stato di caos da quando la guerra, iniziata il 17 febbraio 2011, ha rovesciato il regime del colonnello Muammar Gheddafi, che governava la Libia dal 1969. In seguito alla sua uccisione, avvenuta il 20 ottobre 2011, il Paese vive una guerra civile che non si è ancora conclusa. Attualmente, si contendono il controllo due governi rivali. Il primo, sostenuto da Stati Uniti e Italia, si trova a Tripoli ed è stato creato dall’ONU con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015. Il secondo ha sede a Tobruk ed è protetto da Russia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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