Esplosioni a Riad, intercettati missili dei ribelli Houthi

Pubblicato il 26 giugno 2018 alle 7:00 in Arabia Saudita Medio Oriente

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Le difese aeree saudite hanno intercettato due missili lanciati contro Riad dal territorio dei ribelli Houthi, nel vicino Yemen, dopo che diverse esplosioni sono state sentite nella capitale saudita.

“Due missili balistici sparati dai ribelli Houthi sono stati intercettati su Riad”, ha riferito la televisione di stato, Al-Ekhbariya, senza specificare se ci siano stati feriti o danni. Un giornalista dell’Agenzia French Press ha riportato di almeno quattro forti esplosioni avvenute nella capitale. Secondo fonti vicine ai ribelli, i missili avrebbero colpito il ministero della Difesa saudita e altri siti a Riad. Da parte sua, Turki al-Maliki, portavoce della coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita che combatte i ribelli nel contesto della guerra civile yemenita, ha negato che il ministero sia stato colpito.

Lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile dal 19 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, a guida saudita, sostiene le forze di Hadi, mentre l’Iran invia segretamente armi agli Houthi. 

In questo contesto, si sta svolgendo in questo momento quella che è diventata la più vasta offensiva nella guerra fra le due parti: l’assalto alla città portuale di Hodeida. Domenica 24 giugno, i ribelli Houthi hanno stanziato ulteriori forze nella città portuale di Hodeida, poiché la coalizione militare a guida saudita si è avvicinata al centro della cittadina. L’assalto sulla città portuale yemenita è stato lanciato dalla coalizione araba il 12 giugno. Le forze della coalizione sono entrate nell’aeroporto della città il 19 giugno e ne hanno preso ufficialmente il controllo il giorno dopo, consolidando la propria presenza nell’area.

Da parte loro, le Nazioni Unite continuano a cercare di risolvere politicamente la questione, nel tentativo di evitare una catastrofe umanitaria nel porto della città, che rappresenta un’ancora di salvezza per migliaia di yemeniti. Il tentativo dell’Onu di negoziare un cessate il fuoco in Yemen è fallito e le forze leali al presidente Rabbo Mansour Hadi, sostenute dai sauditi, stanno continuando ad avanzare nell’offensiva mirata a riconquistare la città portuale di Hodeida. La guerra nello Yemen, ormai al suo terzo anno, ha causato la morte di almeno 10.000 persone, secondo le stime dell’Onu, che ha definito la situazione nel Paese la “peggiore crisi umanitaria del mondo”. L’offensiva contro Hodeida potrebbe avere conseguenze catastrofiche. Le Nazioni Unite hanno avvertito che fino a 250.000 persone sono a rischio in caso di un attacco nell’area portuale da cui passano almeno il 70% degli aiuti umanitari.

Inoltre, negli ultimi mesi, i ribelli yemeniti hanno intensificato il lancio di missili balistici contro il territorio nazionale saudita, come ritorsione nei confronti della coalizione araba, per i bombardamenti in Yemen. Il 7 maggio, infatti, la coalizione araba aveva bombardato il quartiere Al-Tahrir, nel quale si trovano il Ministero dell’Interno, il Ministero della Difesa e le sedi dei leader del Supremo consiglio politico degli Houthi, causando la morte di 6 civili e il ferimento di altre 30 persone. 

Le difese aeree saudite hanno intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dai ribelli yemeniti Houthi sulla città meridionale di Jazan, il 21 maggioPrecedentemente, il 14 maggio, gli Houthi avevano attaccato un centro di distribuzione di Aramco, la compagnia nazionale saudita di idrocarburi, nel sud del Regno. Pochi giorni prima, il 9 maggio, le forze di difesa saudite avevano intercettato due missili balistici nei cieli di Riad. In tale occasione, gli Houthi avevano riferito che i missili erano stati lanciati contro alcuni obiettivi economici sauditi.  

Anche il 6 maggio, le forze della Difesa saudita avevano intercettato due missili balistici, lanciati dai ribelli yemeniti contro la città di Najran, situata nel sud-ovest dell’Arabia Saudita, al confine con lo Yemen. Il 28 aprile, Riad aveva intercettato 4 missili balistici, sparati dal territorio dello Yemen contro la città di Jizan, situata nel sud dell’Arabia Saudita. L’attacco era stato condotto poche ore dopo che un raid della coalizione aveva colpito la città yemenita di Sana’a, causando la morte di almeno 40 ribelli. L’episodio più grave si era verificato nella notte tra il 24 e il 25 marzo, quando i ribelli yemeniti avevano lanciato 7 razzi contro il Regno, causando la morte di una persona.

Il clima sembrava essersi disteso in seguito all’inizio del Ramadan. Nella serata del 16 maggio, mentre tutti i musulmani del mondo festeggiavano l’arrivo del mese sacro, il governo dello Yemen aveva proposto ai ribelli Houthi uno scambio di prigionieri.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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