Algeria: inviato dell’ONU indaga su questione Fronte Polisario

Pubblicato il 26 giugno 2018 alle 16:32 in Algeria Sahara Occidentale

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’inviato personale del segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara occidentale, Horst Köhler, sta visitando alcuni Paesi del Nord Africa orientale in occasione di una visita che si svolgerà nella regione dal 23 giugno all’1 luglio 2018. Al momento, l’ufficiale dell’ONU si trova in Algeria, dove incontrerà i rappresentanti del Fronte Polisario nei campi di Tindouf, nel sud-ovest del Paese. Köhler visiterà anche il Marocco, avendo programmato colloqui con le autorità marocchine il 28 e 29 giugno a Rabat.

In occasione della visita dell’inviato dell’ONU in Algeria, l’oppositore del Polisario, Mustapha Salama, ha criticato aspramente il Paese nordafricano per le atrocità commesse nei campi di Tindouf ai danni dei sahrawi. Con un post su Facebook, l’uomo aveva denunciato: “L’Algeria sta ricevendo un inviato delle Nazioni Unite mentre ci sono i corpi dei sahrawi morti nei campi e prima che sia stato seppellito il corpo del giovane Brahim Salek, ucciso in una prigione gestita dal Fronte Polisario”. Salek era un trentenne di origine sahrawi, anch’egli oppositore del Fronte, presumibilmente torturato a morte nella prigione d’Heibya, in Algeria. Ad oggi, i parenti dell’uomo non sono ancora stati autorizzati a vedere il corpo. Nel centro di detenzione, che si trova a sud di Tindouf, sono detenuti diversi sahrawi e dissidenti che non hanno mai subito processi.

Salama, ex capo della polizia nei campi di Tindouf, ha dichiarato che: “La macchina per uccidere è tornata a prendersi la vita di giovani sahrawi, questa volta per mezzo delle pallottole dell’esercito algerino”. Il dissidente ha altresì sostenuto che i militari del Paese nordafricano avrebbero assassinato un altro ragazzo di origine sahrawi, studente di un’università algerina, Rabas Abdelrahman Yahdeh. Il giovane sarebbe stato colpito mentre era in auto con gli amici, “che sono sopravvissuti miracolosamente”, alla periferia del campo di Laayoune, vicino Tindouf. “Questo crimine è stato commesso nel primo giorno di visita dell’inviato dell’ONU in Algeria, dove, nei campi, i sahrawi vengono uccisi come cani, senza che nessuno alzi un dito”, ha affermato Salama, aggiungendo che, se casi simili si fossero verificati anche in Marocco, l’incidente non potrà passare inosservato. Dal 2011, l’ex capo della polizia Salama ha regolarmente criticato le azioni provocatorie del Fronte Polisario, che ha perso la sua influenza nel conflitto con il Marocco dopo l’accordo di cessate il fuoco del 6 settembre 1991.

La visita dell’ufficiale dell’ONU Köhler segue le celebrazioni del Polisario per il 45esimo anniversario della sua lotta armata, tenutesi il 20 maggio a Tifariti, a est del muro di difesa del Marocco. Una risoluzione del Consiglio di Sicurezza, adottata il 27 aprile 2018, ha esteso fino al 31 ottobre 2018 il mandato della Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO) e ha spinto il Polisario a porre fine alle violazioni dell’accordo. Si prevede che l’inviato personale del segretario generale dell’ONU visiterà tutti i siti posti sotto MINURSO, compresi quelli a est del muro di difesa del Marocco, per monitorare l’accordo di cessate il fuoco.

Il Fronte Polisario si è costituito come movimento il 10 maggio 1973, con l’intento di ottenere l’indipendenza del Sahara Occidentale dall’occupazione militare della Spagna, del Marocco e della Mauritania. Il Polisario è il successore del Movimento di Liberazione del Sahara, fondato nel 1967 e represso militarmente dal regime franchista. Uno dei fondatori del Polisario è stato El Ouali Mustapha Sayed, ex membro del partito comunista del Marocco. Nel 1976, il Fronte ha dichiarato la nascita della Sahara Arab Democratic Republic (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria, a Tindouf. Da lì ha intrapreso una guerriglia per l’indipendenza fin quando, il 6 settembre 1991, è stato dichiarato un cessate il fuoco, controllato dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). Per contrastare l’esercito del Fronte Polisario, il Marocco ha edificato otto mura di sabbia e pietra, il muro marocchino, e ha minato abbondantemente la zona circostante. Il Polisario controlla una striscia desertica del Sahara Occidentale a est dei muri. Si stima che i militanti siano circa 10.000, concentrati non nel Sahara Occidentale ma a Tindouf. In questa città, il Fronte organizza campi profughi per la popolazione sahrawi.

Attualmente, il Regno del Marocco sostiene che l’area del Sahara Occidentale, ricca di riserve di fosfato, faccia parte del proprio territorio. Il Fronte Polisario, invece, continua a battersi affinché venga indetto un referendum in cui gli sahrawi del Sahara Occidentale vengano chiamati a scegliere fra l’integrazione col Marocco e l’indipendenza. Al momento, il territorio conteso è diviso in diverse zone, alcune autonome, altre occupate dalle truppe marocchine.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.