Transnistria: no a ritiro del contingente russo

Pubblicato il 25 giugno 2018 alle 6:04 in Russia

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Il governo della Transnistria, regione orientale della Moldavia proclamatasi indipendente nel 1992, ha respinto la risoluzione ONU che chiede a Mosca di ritirare il contingente che Boris Eltsin inviò a Tiraspol come forza d’interdizione e diventato, negli anni, strumento della difesa dell’autoproclamata repubblica dalle pretese di Chisinau. 

“I cambiamenti del formato della missione di pace sul territorio della Transnistria sono possibili solo con il consenso delle autorità locali” – è quanto riferisce il sito web del ministero degli Esteri della repubblica separatista non riconosciuta da alcun membro delle Nazioni Unite.

Il ministero degli esteri della Transnistria ha ricordato che la presenza delle truppe russe nella regione è costante ed è regolata da trattati. “I militari russi hanno esclusivamente il compito di assicurare la pace e la sicurezza – si legge nel documento – La trasformazione del formato della missione è possibile solo dopo la normalizzazione definitiva tra la Transnistria e il governo centrale moldavo”. Nel 2002, tramite una mediazione russa e ucraina, l’OSCE aveva stabilito che la Transnistria sarebbe dovuta tornare in seno ad una Moldavia federale. 

Venerdì 22 giugno, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite aveva approvato una risoluzione proposta dalla Moldavia che chiede alla Russia di ritirare il suo contingente militare dalla Transnistria. Il documento è stato votato da 64 paesi membri, 14 sono stati i voti contrari, 83 nazioni si sono astenute. La rappresentanza russa all’ONU ha sottolineato come la risoluzione non contribuirà al dialogo tra Chisinau e Tiraspol.

La Transnistria, dove il 60% della popolazione è costituita da russi e ucraini, ha cercato di separarsi dalla Moldavia già prima del crollo dell’Unione Sovietica. Il 24 agosto 1991, dopo il fallito golpe in URSS, la Moldavia si proclamò indipendente, il giorno successivo la Transnistria si proclamò indipendente dalla Moldavia. Dal 1992, al termine di una breve guerra,  la regione è diventata de facto indipendente, mentre la Moldavia la considera da allora un territorio ribelle.

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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