Terrorismo: arrestato a Napoli gambiano legato all’Isis

Pubblicato il 25 giugno 2018 alle 14:46 in Europa Italia

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Sillah Osman, cittadino gambiano di 34 anni, è stato fermato a Napoli, nel corso di un blitz di polizia e carabinieri, con l’accusa di essere legato all’Isis. La notizia è stata resa nota dal procuratore di Napoli, Giovanni Melillo, nel corso di un incontro con i giornalisti. Secondo gli inquirenti, il gambiano, addestrato in una zona desertica della Libia, stava progettando un attentato terroristico da compiere in Spagna o in Francia.

Sebbene informazioni dettagliate a riguardo non siano ancora state rilasciate, sembrerebbe che Osman sia sbarcato a Pozzallo, in Sicilia, sia stato successivamente ospitato in un centro di accoglienza in Puglia, per poi essere trasferito a Napoli, dove la sua richiesta di asilo sarebbe ancora in fase di valutazione.

Le indagini hanno reso noto che il giovane gambiano era in contatto con un suo connazionale, il ventunenne Alagie Touray, catturato, il 20 aprile, davanti alla moschea di Licola, nel napoletano, nel corso di un blitz antiterrorismo interforze del Ros e della Digos, con l’accusa di affiliazione agli ambienti terroristici di matrice islamista. Touray, che aveva pubblicato su Telegram un video in cui giurava fedeltà all’Isis e al califfo Al Baghdadi, aveva ricevuto l’ordine di effettuare un attentato, lanciandosi sulla folla a bordo di un’auto. Osman e Touray si sarebbero radicalizzati in un campo in Libia dove erano in attesa di imbarcarsi per l’Italia.

In Italia, il caso più recente di cattura di soggetti contigui agli ambienti dell’estremismo islamico risale al 22 giugno, quando un cittadino marocchino di 24 anni, ritenuto pericoloso e tendente a derive radicali, è stato espulso, con accompagnamento alla frontiera ed è stato rimpatriato con volo diretto a Casablanca. È stato inoltre accertato che aveva avviato un’attività di propaganda e proselitismo, nel corso della sua permanenza nel centro per i rimpatri di Brindisi. Al 22 giugno, pertanto, erano 293 le espulsioni eseguite, dal gennaio 2015, nei confronti di soggetti contigui ad ambienti dell’estremismo islamico, di cui 56 nel 2018.

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di Redazione

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