Salvini a Tripoli: dobbiamo aprire hotspot in Libia

Pubblicato il 25 giugno 2018 alle 13:45 in Immigrazione Italia

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Il ministro dell’Interno Matteo Salvini si è recato in Libia per incontrare la controparte libica, Abdulsalam Ashour e l’ambasciatore italiano a Tripoli, Giuseppe Perrone, lunedì 25 giugno. In tale occasione, il leader della Lega ha dichiarato: “Ci tenevo particolarmente, da vicepremier, a fare in Libia la prima visita di amicizia tra i due governi e i due Paesi”. Al rientro a Roma, Salvini ha in programma, alle 17.30, una conferenza stampa presso il Viminale per riferire l’esito della missione.

A Tripoli, Salvini ha discusso con il ministro degli Interni libico la possibilità di creare degli hotspot nel sud della Libia, eliminandoli dall’Italia. Secondo il vicepremier italiano, la presenza di centri di accoglienza sulla Penisola rappresenta un problema non solo per Roma, ma anche per Tripoli, dal momento che “i viaggi della morte” non verrebbero interrotti. In particolare, la proposta degli hotspot localizzati nel sud della Libia sarebbe finalizzata ad impedire che Roma e Tripoli diventino un imbuto di migranti. A tal proposito Salvini ha affermato: “La Libia rappresenta un’opportunità di sviluppo. Saremo vicini alle autorità libiche, anche con i necessari supporti tecnici ed economici per garantire insieme la sicurezza nel Mediterraneo e rafforzare la cooperazione investigativa e, più in generale, la collaborazione in tema di sicurezza”. Aggiungendo infine che aspetta “al più presto” Abdulsalam Ashour a Roma. Su Twitter, il ministro degli Interni italiano ha scritto: “Qui a Tripoli ho appena incontrato il ministro dell’Interno libico Abdulsalam Ashour. Il mio impegno sarà massimo per rinsaldare l’amicizia tra i nostri due Paesi e la collaborazione su tutti i fronti, a partire dall’emergenza immigrazione. Vi tengo aggiornati!”

Nel corso della settimana passata, circa 2.000 migranti che hanno tentato di raggiungere l’Italia dalla Libia sono stati ricondotti nel Paese nordafricano. Secondo quanto riportato da Reuters, nella sola giornata di domenica 24 giugno, la Guardia Costiera libica ha soccorso 948 stranieri e ha recuperato 10 corpi in diverse operazioni, al largo delle coste occidentali del Paese.

La Libia costituisce ormai da anni il principale porto di partenza dei flussi migratori diretti in Italia e in Europa, attraverso il Mediterraneo. Da quando il regime dittatoriale di Muammar Gheddafi è stato rovesciato, nell’ottobre 2011, il Paese nordafricano non è mai riuscito a compiere una transazione democratica. Il potere politico è attualmente diviso in due governi: il primo a Tripoli, appoggiato dall’Onu e dall’Italia; il secondo a Tobruk, sostenuto da Russia ed Egitto. I trafficanti di esseri umani, ormai da anni, stanno traendo vantaggio da questa situazione di instabilità politica ed economica, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati. Dall’inizio del 2017, l’Italia, sostenuta dall’Unione Europea e sotto la guida dell’ex ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha concluso una serie di accordi in ambito migratorio con la Libia che, a partire dal mese di luglio dell’anno passato, hanno portato ad una diminuzione degli sbarchi. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, dal primo gennaio al 22 giugno 2018, sono giunti in Italia via mare 16.316 migranti, di cui 11.288 provenienti dalla Libia, cifra pari all’83% in meno rispetto allo stesso periodo del 2017, quando dal Paese nordafricano erano giunti sulle coste italiane 69.105 stranieri. Per quanto riguarda il numero dei migranti morti in mare, l’Onu ha stimato che almeno 1.000 i migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo dall’inizio del 2018.

In tale contesto, il 24 giugno, la nave Lifeline aveva fatto appello al ministro degli Interni e vicepremier, Matteo Salvini, tramite un tweet scrivendo: “Caro @matteosalvini, non abbiamo carne a bordo, ma esseri umani”, sottolineando poi che le persone presenti sull’imbarcazione erano state salvate mentre stavano affogando, invitando il ministro a controllare personalmente. In risposta a tali affermazioni, Salvini ha twittato: “Certe navi se la devono scordare l’Italia, stop al business dell’immigrazione clandestina! La musica è cambiata, io ce la metto tutta”.

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Alice Bellante

di abellante

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