2.000 migranti soccorsi in mare riportati in Libia in una settimana

Pubblicato il 25 giugno 2018 alle 10:02 in Immigrazione Libia

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Nel corso della settimana passata, circa 2.000 migranti che avevano tentato di raggiungere l’Italia dalla Libia sono stati ricondotti nel Paese nordafricano. Secondo quanto riportato da Reuters, nella sola giornata di domenica 24 giugno, la Guardia Costiera libica ha soccorso 948 stranieri e ha recuperato 10 corpi in diverse operazioni, al largo delle coste occidentali del Paese nordafricano.

La Libia costituisce ormai da anni il principale porto di partenza dei flussi migratori diretti in Italia e in Europa, attraverso il Mediterraneo. Da quando il regime dittatoriale di Muammar Gheddafi è stato rovesciato, nell’ottobre 2011, il Paese nordafricano non è mai riuscito a compiere una transazione democratica. Il potere politico è attualmente diviso in due governi: il primo a Tripoli, appoggiato dall’Onu e dall’Italia; il secondo a Tobruk, sostenuto da Russia ed Egitto. I trafficanti di esseri umani, ormai da anni, stanno traendo vantaggio da questa situazione di instabilità politica ed economica, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati. Dall’inizio del 2017, l’Italia, sostenuta dall’Unione Europea e sotto la guida dell’ex ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha concluso una serie di accordi in ambito migratorio con la Libia che, a partire dal mese di luglio dell’anno passato, hanno portato ad una diminuzione degli sbarchi. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, dal primo gennaio al 22 giugno 2018, sono giunti in Italia via mare 16.316 migranti, di cui 11.288 provenienti dalla Libia, cifra pari all’83% in meno rispetto allo stesso periodo del 2017, quando dal Paese nordafricano erano giunti sulle coste italiane 69.105 stranieri. Per quanto riguarda il numero dei migranti morti in mare, l’Onu ha stimato che almeno 1.000 i migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo dall’inizio del 2018.

Nonostante il numero di sbarchi sia diminuito gradualmente a partire dal luglio 2017, secondo Frontex, l’agenzia europea della Guardia di Frontiera e Costiera, la pressione migratoria è ancora molto alta. Nel mese di maggio, sono state registrate circa 12.100 entrate irregolari in Europa, una cifra minore del 56% rispetto al maggio 2017. Nei primi cinque mesi del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 46% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, soprattutto per la minore pressione migratoria nelle tratte del Mediterraneo centrale e orientale. Nel Mediterraneo occidentale, al contrario, il numero di migrati che ha raggiunto in modo irregolare la Spagna è triplicato rispetto al mese di aprile e rispetto al maggio 2017, raggiungendo una cifra pari a 3.400. La maggior parte dei migranti giunti in Spagna sono originari principalmente della Guinea, Marocco, Mali e Costa d’Avorio. Per quanto riguarda la rotta balcanica, Frontex ha notato che, nonostante un numero minore di entrate irregolari, sono emerse nuove rotte attraverso l’Albania, il Montenegro e la Bosnia.

Nel frattempo, domenica 24 giugno, i leader di 16 dei 28 Paesi membri dell’Unione Europea si sono riuniti a Bruxelles per cercare discutere un approccio congiunto alle problematiche relative all’immigrazione e alle richieste di asilo. Nell’occasione, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha proposto la stipulazione di singoli accordi tra Paesi, a livello bilaterale e trilaterale, mentre il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, ha reso noto che l’Italia presenterà una nuova proposta, chiamata European Multilevel Strategy for Migration, per superare la logica emergenziale e cercare di meglio gestire il fenomeno migratorio. Tale proposta, a detta del presidente, sarà basata su 6 premesse e avrà 10 obiettivi.

Lunedì 25 giugno, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è atteso in Libia, dove incontrerà il premier del governo libico, Fayez Serraj, per discutere con lui sulla questione migratoria e sugli investimenti italiani nel paese nordafricano. 

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Sofia Cecinini

di Redazione

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