Yemen: coalizione saudita si avvicina al centro di Hodeida, Houthi aumentano militanti

Pubblicato il 24 giugno 2018 alle 17:48 in Medio Oriente Yemen

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In Yemen, i ribelli Houthi hanno stanziato ulteriori forze nella città portuale di Hodeida, domenica 24 giugno, poiché la coalizione militare a guida saudita si è avvicinata al centro della cittadina, in quella che è diventata la più vasta offensiva nella guerra fra le due parti.

Uno dei residenti di Hodeida ha spiegato che in città è aumentato il numero di Houthi armati, che hanno stabilito nuovi posti di blocco in alcuni quartieri dove abitano alcuni sostenitori delle brigate Tehama, che combattono con le forze governative contro i ribelli. L’uomo, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha spiegato che, nella notte tra sabato 23 e domenica 24 giugno, sono scoppiati una serie di scontri nei pressi dell’Università di Hodeida, a circa 3 chilometri dal centro della città, sulla strada costiera che collega il porto e l’aeroporto. Tuttavia, la coalizione ha promesso di eseguire una veloce operazione militare per riconquistare queste due aree senza entrare nel centro della città, così da ridurre il numero di vittime civili e mantenere il flusso di beni nel Paese.

L’alleanza guidata dall’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti ha lanciato un assalto sulla città yemenita il 12 giugno per cercare di indebolire il movimento dei ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, tentando di tagliare i loro contatti con un punto chiave per l’arrivo di rifornimenti nel Paese. Gli Stati arabi, infatti, hanno dichiarato che devono riconquistare Hodeida, che garantisce l’accesso del 70% delle importazioni in Yemen, inclusi gli aiuti umanitari, per privare i ribelli delle loro maggiori risorse finanziarie e prevenire il contrabbando di missili fabbricati in Iran, che sono stati in precedenza lanciati contro alcune città saudite. Sia gli Houthi che l’Iran hanno respinto tali accuse.

Le forze della coalizione erano entrate nell’aeroporto della città il 19 giugno e ne avevano preso ufficialmente il controllo il giorno dopo, consolidando la propria presenza nell’area, mentre le Nazioni Unite continuano a cercare di risolvere politicamente la questione, nel tentativo di evitare un qualsivoglia assalto al porto, che rappresenta un’ancora di salvezza per migliaia di yemeniti. Il tentativo dell’Onu di negoziare un cessate il fuoco in Yemen è fallito e le forze leali al presidente Rabbo Mansour Hadi, sostenute dai sauditi, stanno continuando ad avanzare nell’offensiva mirata a riconquistare la città portuale di Hodeida.

Gli Houthi avevano preso il controllo della città portuale insieme alla capitale e gran parte dello Yemen settentrionale nel settembre del 2014. Il governo del presidente Rabbo Mansour Hadi era stato deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma è tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. Successivamente, il 19 marzo 2015, i ribelli avevano lanciato un’offensiva per ottenere il controllo delle provincie meridionali. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, guidata dall’Arabia Saudita, che comprende Emirati Arabi Uniti, Egitto, Kuwait, Sudan e Bahrein, è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a sostegno del presidente Hadi. Da parte sua, l’Iran sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo.

La guerra nello Yemen, ormai al suo terzo anno, ha causato la morte di almeno 10.000 persone, secondo le stime dell’Onu, che ha definito la situazione nel Paese la “peggiore crisi umanitaria del mondo”. L’offensiva contro Hodeida potrebbe avere conseguenze catastrofiche. Le Nazioni Unite hanno avvertito che fino a 250.000 persone sono a rischio in caso di un attacco nell’area.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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