Israele: missile dirotta drone siriano

Pubblicato il 24 giugno 2018 alle 17:02 in Israele Siria

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L’esercito israeliano ha lanciato un missile di contraerea Patriot per abbattere un drone proveniente dalla Siria, il quale ha però schivato l’attacco e, secondo un comandante siriano, sarebbe ora impegnato in operazioni sul territorio.

Nella giornata di domenica 24 giugno, l’esercito israeliano (Israeli Defence Forces, IDF) ha confermato di aver ha lanciato un missile contraereo Patriot contro un drone che, dalla Siria, si avvicinava allo spazio aereo israeliano. Il portavoce delle Israeli Defence Forces ha reso noto con un dispaccio che i radar della difesa israeliana hanno rilevato il movimento dell’aeromobile a pilotaggio remoto (APR), privo di conducente, prima che questo si entrasse nei cieli di Israele. In seguito al fuoco missilistico israeliano, il drone ha deviato la sua traiettoria di volo.

“Il drone ha l’obiettivo di portare avanti operazioni nella Siria meridionale, intorno ai luoghi dove sono in corso gli scontri”, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters il comandante di una alleanza regionale solidale alla causa del governo di Damasco e del presidente siriano, Bashar al-Assad.

Da parte sua, Israele ha dichiarato che continuerà a bersagliare i velivoli iraniani stanziati in Siria, con lo scopo di obbligare Teheran ad abbandonare il Paese devastato da sette anni di guerra civile, scoppiata il 15 marzo 2011.

L’esercito governativo siriano, con l’aiuto di forze alleate, sta dispiegando le proprie truppe e inviando contingenti di rinforzi nel quadro di un’estesa campagna militare, volta alla riconquista dei territori che sono caduti nelle mani dei ribelli, ossia i dissidenti che si oppongono al regime di Assad. Tra i lembi di terre attualmente presidiati dai ribelli, è compresa anche l’area siriana, al confine con la Giordania, in cui il drone è stato intercettato e allontanato da Israele.

Si pensa che le milizie sostenute da Teheran stiano spalleggiando militarmente l’offensiva portata avanti dall’esercito siriano contro i ribelli nelle città e nei villaggi riuniti sotto la provincia di Quneitra, non lontano dalla frontiera con Israele. La notizia sarebbe stata confermata dai servizi di intelligence occidentali.

La regione sud-occidentale della Siria è di importanza strategia per Israele che, godendo dell’alleanza e della protezione diplomatica degli Stati Uniti, nell’arco del 2018 ha intensificato notevolmente i propri attacchi nei confronti delle milizie pro-Assad appoggiate militarmente dall’Iran. Tuttavia, sabato 2 giugno, il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha dichiarato alla rivista tedesca Der Spiegel, che l’alleanza atlantica non difenderebbe Israele in caso di un attacco da parte di Teheran. Il segretario ha argomentato commentando che Israele è sì un partner della NATO, ma non un suo Stato membro, motivo per cui la “garanzia di sicurezza” dell’alleanza atlantica non verrebbe applicata nei suoi confronti in caso di necessità. Stoltenberg ha altresì spiegato che la NATO non è direttamente coinvolta negli sforzi volti al raggiungimento della pace nel Medio Oriente o alla cessazione dei conflitti nella regione.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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