Immigrazione: Libia, Spagna e Malta eseguono operazioni di salvataggio nel Mediterraneo

Pubblicato il 24 giugno 2018 alle 6:02 in Immigrazione Libia

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La guardia costiera libica ha recuperato i corpi di 5 migranti e ha salvato 185 persone a largo della costa occidentale del Paese, sabato 23 giugno, mentre la sua controparte spagnola ha soccorso circa 600 migranti in mare. Contemporaneamente, l’esercito di Malta ha evacuato per motivazioni mediche una nave di salvataggio rifiutata sia da La Valletta sia da Roma, e la nave cargo Alexander Maersk ha salvato 113 migranti a largo della costa meridionale italiana, venerdì 22 giugno.

Le 5 vittime recuperate dalla guardia costiera libica stavano viaggiando su un gommone con numerosi migranti a bordo che aveva incontrato alcune difficoltà in mare, secondo quanto riportato dal portavoce della guardia costiera libica, Ayoub Qassem. Gli altri 185 migranti sono stati salvati venerdì 22 giugno, in due operazioni, che hanno tratto in salvo prima 91 persone e poi altre 94, tutte provenienti da Paesi sub-sahariani. Tra di loro ci sono anche 3 bambini e 9 donne. Qassem ha spiegato che il salvataggio è avvenuto a circa 24 chilometri a largo della città di Garabulli.

In seguito a tale avvenimento, il numero di migranti che hanno cercato di raggiungere l’Italia ma sono stati intercettati e riportati in Libia è salito a circa 950. La costa occidentale del Paese africano rappresenta il principale punto di partenza per tutti coloro che fuggono da guerre e povertà verso l’Europa, nonostante il numero si sia drasticamente ridotto da luglio 2017, in seguito al rafforzamento della presenza della guardia costiera nell’area, con il sostegno dell’Unione Europea.

Tra la sera di venerdì 22 e la mattina sabato 23 giugno, la Spagna ha salvato circa 449 persone da 20 gommoni nel Mediterraneo e 129 migranti da una zattera di legno, diretti verso le isole Canarie. Per quanto riguarda, invece, le attività dell’esercito maltese, il governo de La Valletta ha dichiarato che l’operazione è stata effettuata in risposta alla richiesta di assistenza medica da parte di una persona a bordo della nave MV Lifeline, alla quale consegnerà altresì forniture umanitarie.

I leader dell’Unione Europea terranno un incontro di emergenza, domenica 24 giugno a Bruxelles, per discutere di immigrazione, dopo una serie di avvenimenti a riguardo che hanno causato tensioni fra i diversi Stati membri. Il 10 giugno, il ministro degli Interni dell’Italia, Matteo Salvini, aveva vietato all’imbarcazione Aquarius, con a bordo 629 migranti, di attraccare nei porti italiani, inviando una lettera urgente alle autorità maltesi, chiedendo loro di far approdare a La Valletta la nave, in quanto “porto più sicuro”. Malta aveva risposto negativamente alla richiesta di Salvini, adducendo il motivo di non essere direttamente coinvolta nell’operazione di salvataggio, e causando i primi attriti nelle relazioni bilaterali tra i due Paesi dell’Unione Europea. In seguito, la Spagna aveva offerto il porto di Valencia per far attraccare la nave, che vi è arrivata il 17 giugno.

Durante l’incontro di Bruxelles, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, che si trova a dover affrontare una situazione di divisione in materia immigrazione all’interno della sua stessa coalizione, cercherà di convincere gli altri Stati membri a stringere un accordo su una politica comune per la questione dell’immigrazione. Tuttavia, numerosi Paesi dell’Europa centrale hanno dichiarato che boicotteranno l’incontro di Bruxelles. Sabato 23 giugno, il presidente francese, Emmanuel Macron ha sostenuto l’idea di imporre sanzioni finanziarie contro tutti gli Stati membri dell’Unione che rifiutano di accogliere i migranti che hanno lo status di richiedenti asilo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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