Grecia: Tsipras con la cravatta, risolto debito greco

Pubblicato il 24 giugno 2018 alle 6:00 in Europa Grecia

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Dopo aver a lungo sostenuto che avrebbe indossato una cravatta solo una volta che il problema del debito greco sarebbe stato risolto, il primo ministro del Paese, Alexis Tsipras, si è mostrato in pubblico per la prima volta in cravatta, venerdì 22 giugno, dopo la cancellazione del debito da parte dell’Unione Europea.

Il premier greco 43enne, Alexis Tsipras, durante un discorso rivolto agli alleati politici, ad Atene, nel pomeriggio di venerdì 22 giugno, si è mostrato in pubblico indossando per la prima volta una cravatta, di colore bordeaux, al posto della sua consueta uniforme, polo e collo nudo. “Oggi è un giorno importante per tutti, ma appartiene in special modo a tutte quelle persone che per 8 anni sono state duramente colpite dalla crisi, a tutti quelli che hanno visto una vita di TOILS distrutti, e a chi ha sopportato il fardello del Paese”.
I ministri delle Finanze dell’Eurozona hanno concesso alla Grecia un differimento di 10 anni sul debito accumulato, insieme all’estinzione delle scadenze su una vasta quantità di debiti passati, e alla concessione di un nuovo credito del valore di 15 miliardi di euro, volto ad assicurarsi che Atene resti in condizione di sostenersi autonomamente in seguito al superamento del bailout ad agosto 2017.
“Le scommesse sono fatte per essere vinte”, ha esultato Tsipras sorridendo durante la riunione al cospetto dei deputati appartenenti tanto a Syriza, l’ala politica di sinistra, quando a Independent Greeks, quella conservatrice, i quali insieme costituiscono l’attuale coalizione di governo del Paese. “È un po’ difficile”, ha poi aggiunto il premier, facendo riferimento all’atto di indossare la cravatta, “ma mi ci abituerò”. Egli ha poi tenuto la cravatta per una mezz’ora, prima di sfilarla di nuovo, mostrarla in alto e asserire: “Ho tenuto fede alla scommessa, ho indossato la cravatta, ma per tutti questi anni ho combattuto le mie battaglie senza la cravatta”.

La cancellazione del debito pubblico è stato l’obiettivo onnicomprensivo dell’amministrazione Tsipras sin dal suo insediamento al potere, nel 2015. La Grecia ha accumulato un debito di dimensioni equivalenti a quasi il 180% del suo prodotto interno lordo (PIL), ossia il più alto dell’intera Eurozona, la quale è attualmente composta da 19 Paesi membri. Successivamente alla grave crisi del 2010, i cittadini greci hanno visto e sentito sulla loro pelle le contrazioni dell’economia nazionale di un quarto, una forte impennata della disoccupazione, e la riduzione di salari e pensioni di circa il 40%. Per superare una situazione così allarmante, Atene ha dovuto far fronte a 3 bailout internazionali.

Nel corso degli anni, la risoluzione sartoriale di Tsipras di non indossare la cravatta fino al superamento del debito greco è stata al centro di una serie di piccoli equivoci diplomatici con i suoi omologhi. Il presidente turco, Tayyip Erdogan, si era mostrato molto perplesso in apertura del suo primo incontro formale con il premier greco, e gli aveva chiesto, senza giri di parole, dove avesse lasciato la cravatta, mentre in un’altra occasione il presidente della Commissione Europea, Jean Claude Juncker, aveva offerto a Tsipras di prestargli la propria.
Infine, domenica 17 giugno, il primo ministro macedone, Zoran Zaev, si è sfilato l’accessorio e lo ha simbolicamente offerto alla controparte greca, durante la cerimonia che ha segnato la ratificazione di un accordo sulla questione a lungo contesa tra i due Paesi in merito alla nomenclatura della ex repubblica jugoslava, che verrà d’ora in poi chiamata “Repubblica della Macedonia del Nord”.

Vi sono tuttavia anche persone che non hanno manifestato entusiasmo verso lo sfoggio di ottimismo di Tsipras, ad esempio Fofi Gennimata, a capo del partito conosciuto come Movimento Socialista Panellenico (PASOK), il quale ha affermato: “Il cappio intorno al collo dei greci perdura”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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