Stati Uniti: rinnovate le sanzioni contro la Corea del Nord

Pubblicato il 23 giugno 2018 alle 13:44 in Corea del Nord USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha esteso la durata delle sanzioni imposte contro la Corea del Nord per un altro anno, spiegando che la decisione è stata presa poiché il Paese asiatico rappresenta ancora una minaccia “insolita e straordinaria” per Washington.

Le restrizioni sono state rinnovate venerdì 22 giugno. “L’esistenza e il rischio di proliferazione di materiale fissile utilizzabile per costruire armi nella penisola coreana, congiuntamente alle azioni e alle politiche adottate dal governo della Corea del Nord, continuano a costituire una minaccia insolita e straordinaria alla sicurezza nazionale, alla politica estera e all’economia degli Stati Uniti” ha spiegato Trump nella nota rilasciata al Congresso. Secondo il documento, rimarranno in vigore le restrizioni imposte per la prima volta nel 2008 dall’allora presidente, George W. Bush. Il divieto di trasferimento di qualsivoglia bene statunitense da parte della Corea del Nord o del suo partito di maggioranza era già stato rinnovato o esteso più di una volta, sia dal presidente Barack Obama che da Trump, in risposta ai test missilistici nucleari effettuati da Pyongyang e ad altre azioni del regime.

Secondo il The Washington Post, la dichiarazione di Trump è un’azione pro forma, ma è stata notevole sia per il tono severo che per la lista di accuse contro la Corea del Nord, nonostante l’incontro del 12 giugno a Singapore fra il leader degli Stati Uniti e il presidente del Paese asiatico, Kim Jong-un. Al termine di tale summit, Trump si era detto certo dell’impegno di Kim di abbandonare il programma nucleare del Paese e migliorarne l’economia.

Nonostante siano state rinnovate le sanzioni contro la Corea del Nord, dall’altra parte Trump si è anche accordato con la Corea del Sud per porre ufficialmente fine alle esercitazioni militari congiunte fra gli eserciti e la marina dei due Paesi, esaudendo una delle richieste di lunga data di Pyongyang. Il Pentagono ha diffuso tale notizia il 22 giugno, spiegando che tale decisione è stata presa a supporto degli esiti del summit di Singapore, mentre un funzionario statunitense, Joseph R. DeTrani, ha definito l’azione una mossa “potente” per stabilire un rapporto di fiducia con la Corea del Nord.

L’aumento dei test missilistici nucleari da parte del governo di Pyongyang, durante il 2017, aveva preoccupato la comunità internazionale, che aveva imposto una serie di sanzioni sul Paese asiatico, nel tentativo di convincerlo a porre fine al suo programma nucleare e sedersi al tavolo delle trattative. La situazione era cominciata a cambiare quando, durante il suo discorso di fine anno, Kim aveva espresso il desiderio di vedere gli atleti nordcoreani prendere parte alle Olimpiadi Invernali, che si sono tenute in Corea del Sud a febbraio 2018. Tale azione aveva permesso di ristabilire inizialmente i contatti fra Pyongyang e Seoul, che aveva concesso la partecipazione del Paese ai Giochi Olimpici, e aveva portato allo stabilimento di un contatto diplomatico del regime di Kim con Washington, fino allo storico incontro del 12 giugno, durante il quale Stati Uniti e Corea del Nord hanno firmato un accordo che prevede la denuclearizzazione della penisola coreana e l’instaurazione di nuove relazione fra i due Paesi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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