Merkel: colloqui in Giordania e Libano in materia di immigrazione

Pubblicato il 23 giugno 2018 alle 6:06 in Germania Medio Oriente

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La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha incontrato il primo ministro libanese, Saad Hariri, a Beirut venerdì 22 giugno, per discutere gli ultimi sviluppi in materia di immigrazione ed offrire supporto al Paese. La Merkel ha intrapreso un viaggio in Medio Oriente per esaminare le politiche da attuare nei confronti dei rifugiati, con particolare attenzione a fondi e supporto per le agenzie ONU di competenza. La prima tappa è stata la Giordania e la seconda il Libano.

Il 21 giugno, la cancelliera tedesca era ad Amman, in Giordania, per incontrare il re Abdullah II, al quale ha promesso un prestito di 100 milioni di dollari e 442 milioni di aiuti bilaterali per l’anno corrente. La Merkel ha affermato che tali aiuti aiuteranno il Paese mediorientale ad implementare alcune riforme richieste dal Fondo Monetario Internazionale, volte ad abbassare il debito pubblico nazionale, che attualmente corrisponde a più del 150% del PIL, secondo Reuters.

Con il sentimento anti-immigrazione sempre più diffuso in Europa, la Merkel è stata criticata da alcuni estremisti della sua stessa coalizione governativa per aver permesso a più di un milione di richiedenti asilo di entrare in Germania, nel 2015. Molti dei richiedenti asilo in questione provenivano dalla Siria. Tale conflitto è altresì responsabile del massiccio afflusso di profughi in Giordania e in Libano, che hanno il numero di rifugiati pro capite più alto del mondo.

In seguito allo scoppio del conflitto, oltre metà della popolazione siriana ha lasciato il Paese per rifugiarsi negli Stati circostanti. In Libano, al momento, sono presenti 982.012 cittadini siriani, secondo le stime della UN Refugee Agency (UNHCR). Qui, l’afflusso di siriani, che dipendono, in larga parte, da aiuti economici stanziati dalla comunità internazionale, ha messo in seria difficoltà il governo, che ha avuto problemi nel ripartire le poche risorse disponibili sul territorio. La Giordania, invece, ospita 666.113 rifugiati siriani, stando ai dati diffusi dalla UN Refugee Agency (UNHCR) aggiornati al 24 maggio. Tuttavia, le autorità di Amman hanno affermato che il numero reale si aggira intorno all’1,3 milioni.

Secondo quanto riporta Deutsche Welle, mentre in Giordania i rifugiati vivono principalmente in grandi campi profughi, in Libano non esistono strutture. “Ci sono solo insediamenti informali, la maggior parte dei rifugiati vive in tende improvvisate o occupa rovine, ovunque riescano a trovare spazio. C’è molta poca sicurezza” ha dichiarato Bente Scheller, direttore della filiale di Beirut della Heinrich Böll Foundation. Sulla stessa linea, Amnesty International ha definito “catastrofiche” le condizioni degli accampamenti lungo il confine tra Siria e Giordania, aggiungendo che cibo, provviste mediche e alloggi scarseggiano.

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Alice Bellante

di Redazione

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