Europol: aumento attacchi terroristici nel 2017

Pubblicato il 23 giugno 2018 alle 7:00 in Europa Francia

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Secondo quanto emerge dai dati riportati dall’Ufficio Europeo di Polizia (Europol), gli attacchi terroristici sono aumentati del 45% nel 2017 rispetto al 2016. Sulla base di queste stime, appare evidente come il declino dell’ISIS in seguito alle sconfitte militari subite in Iraq e Siria non ha determinato una diminuzione degli attentati nel mondo. Nel 2017, gli attacchi terroristici hanno causato complessivamente 68 morti e più di 800 feriti in Europa. Secondo quanto dichiarato dal direttore delle comunicazioni dell’Europol, l’aumento di atti terroristici sarebbe dovuto in particolare alle azioni dei cosiddetti “lupi solitari”, soggetti che si radicalizzano tramite internet o per mezzo di predicatori estremisti. Le analisi dell’Europol sono state condivise con Eurojust, un’organizzazione con base a L’Aja che svolge funzioni di facilitazione della cooperazione giudiziaria tra i membri dell’Unione Europea. L’attività di Eurojust è stata fondamentale in occasione degli attacchi terroristici verificatisi a Parigi nel 2015, in quanto ha permesso di arrestare 3 individui sospettati coinvolti in tali incidenti. Il 21 giugno, la Commissione Europea ha accolto i piani di riforma di Eurojust. Secondo quanto dichiarato dal presidente dell’agenzia, Ladislav Hamran, ci saranno miglioramenti nella protezione e nella gestione dei dati, che permetteranno una maggiore e più efficace cooperazione con Europol, Frontex e il futuro ufficio del procuratore pubblico europeo, organo previsto dal Trattato di Lisbona del 2007 ma non ancora istituito.

Sempre l’Europol aveva riportato, il 20 giugno, che il Partito dei Lavoratori Curdi (PKK) è sospettato di utilizzare gli Stati Europei come base logistica, per il rifornimento di armi e per il reclutamento di uomini. Il PKK è riconosciuta come organizzazione terroristica dalla Turchia, dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti. Secondo quanto emerge dalla Francia, il PKK sta cercando di reclutare combattenti in Europa tramite l’Organizzazione dei Giovani Curdi. “I giovani curdi residenti in Francia vengono convinti ad entrare a far parte dell’organizzazione. Successivamente, essi sono mandati in campi di indottrinamento sparsi in Europa, lontani dalle famiglie e sotto l’influenza dei ranghi superiori del PKK. Infine, vengono addestrati nelle tecniche di combattimento militari in campi in Armenia, Iran e Iraq”, viene specificato nel report, aggiungendo però che solo dozzine di combattenti curdi vengono reclutati ogni anno sul territorio europeo.

Autorità turche riportano inoltre che il PKK genera entrate tramite varie attività criminali, come il traffico di droga, di migranti, di persone, di benzina e sigarette, così come tramite l’estorsione, il rapimento ed il riciclaggio di denaro. Austria, Francia, Romania e Svizzera hanno evidenziato l’organizzazione di campagne di finanziamento annuali del PKK. In tali campagne, i fondi vengono alle volte raccolti tramite donazioni volontarie, altre volte sotto intimidazione. L’organizzazione terroristica utilizza anche organizzazioni caritatevoli per ottenere finanziamenti per la propria causa. Il conflitto tra gli estremisti curdi e la Turchia ha provocato più di 40.000 morti negli ultimi 30 anni. Il PKK mette in atto attacchi specifici contro infrastrutture economiche, civili e militari. Per tali reati, sono stati arrestati 30 individui in Germania, Spagna, Francia, Olanda e Austria.

 

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di Redazione

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