Unione Europea ed Australia avviano negoziati per accordo commerciale

Pubblicato il 22 giugno 2018 alle 6:17 in Australia Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il commissario europeo per il Commercio, Cecilia Malmström, ha ufficialmente avviato con il primo ministro australiano, Malcolm Turnbull, e il ministro del Commercio australiano, Steven Ciobo, i negoziati volti a definire un ampio accordo commerciale tra l’Australia e l’Unione Europea. Il primo round di negoziazioni si terrà a Bruxelles tra il 2 e il 6 luglio.

L’obiettivo delle negoziazioni consiste nel rimuovere le barriere al commercio dei beni e servizi, creare opportunità per le piccole e grandi imprese e delineare una serie di regole e norme in linea con i precedenti accordi commerciali stipulati dall’UE.

L’apertura delle trattative con l’Australia da parte dell’UE si inserisce nella strategia europea di contribuire alla creazione di un ambiente economico internazionale aperto e competitivo. Se l’accordo entrerà in vigore, permetterà all’UE una maggiore penetrazione economica sia nell’area dell’Asia-Pacifico sia specificamente in Australia, di cui è attualmente il secondo partner commerciale.

La proposta di UE e Australia si scontra con il clima neoprotezionistico che il presidente Trump sembra aver deciso di inaugurare attraverso l’imposizione di pesanti dazi commerciali nei confronti di specifici prodotti di importazione cinese.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha approvato dazi su prodotti cinesi per un valore di 50 miliardi di dollari. La decisione è stata presa dal presidente americano in seguito a una riunione con alti funzionari economici, il 14 giugno. Secondo un funzionario statunitense, le categorie di prodotti colpite dal provvedimento restrittivo saranno circa 800, invece delle 1.300 inizialmente previste.

L’amministrazione Trump ha preso questa decisione, annunciata già a marzo, come ritorsione nei confronti di Pechino, accusata di violare i diritti sulla proprietà intellettuale e di sottrarre il know how delle imprese americane. La scelta della Casa Bianca arriva in seguito ai negoziati commerciali relativi al taglio del deficit commerciale degli Stati Uniti nei confronti della Cina, svoltisi tra i due paesi tra maggio e giugno.

Nel corso di quelle trattative, la Cina aveva dichiarato che avrebbe “aumentato in modo significativo” gli acquisti di prodotti agricoli ed energetici statunitensi per ridurre il deficit. Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, aveva replicato che lo squilibrio era ancora elevato, ma che i funzionari di Washington e Pechino avevano avuto conversazioni positive e aveva sottolineato l’importanza di correggere lo status quo in modo da rendere il commercio “più equilibrato, più reciproco e più giusto”.

L’imposizione delle tariffe sarà annunciata ufficialmente a breve, ma non è ancora stata stabilita la sua entrata in vigore. Non è ancora chiaro quale sarà la reazione di Pechino, che aveva avvisato Washington che non avrebbe onorato il suo impegno ad aumentare gli acquisti di beni statunitensi se le tariffe fossero state imposte e che sarebbe stata pronta a rispondere all’eventuale misura restrittiva.  È probabile che la Cina adotterà tariffe sulle importazioni statunitensi di soia, automobili, prodotti chimici e aerei, secondo l’elenco pubblicato all’inizio di aprile.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Alice Barberis

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.