Turchia acquista caccia F-35 come contributo alla pace globale

Pubblicato il 22 giugno 2018 alle 11:45 in NATO Turchia

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La Turchia, durante una cerimonia presso la sede della compagnia aerospaziale Lockheed Martin a Fort Worth in Texas, il 21 giugno, ha ricevuto il suo primo F-35. Secondo Serdar Demirel, il vice sottosegretario per le Industrie della Difesa, l’aereo militare in questione rappresenta un contributo simbolico che permetterà alla Turchia di partecipare al mantenimento della pace e della sicurezza globale come alleato NATO.

Il primo F-35 turco sarà schierato nel Paese nel terzo trimestre del 2019 e sarà operativo entro la fine del 2020, secondo un funzionario della Lockheed Martin. Gli F-35 sono una versione della serie di aerei F, fabbricati negli Stati Uniti, come F-4, F,104, F-16, F-22 o Raptors. Gli F-35 hanno due caratteristiche principali: Stealth e Sensor Fusion. Stealth significa invincibilità, efficacia e letalità. La caratteristica Sensor Fusion, invece, implica la possibilità di vedere tutto a una distanza di 300 chilometri, a 360 gradi, mentre si vola a 10.000 chilometri di altezza. “Non possiamo essere visti ma possiamo vedere tutto” ha dichiarato Billie Flynn, un ex pilota da combattimento della Royal Canadian Air Force.

“La Turchia ha stanziato una quantità significativa di risorse finanziarie per questa partnership e ha fornito un enorme contributo al programma sin dall’inizio. Inoltre, l’ingresso dell’industria turca ha un impatto importante sull’efficacia dei costi di questo programma” ha dichiarato Serdar Demirel, durante la cerimonia di lancio dell’F35.“Dal momento che la Turchia continua a servire il mondo, la pace e la sicurezza come alleato NATO affidabile e impegnato, lo schieramento di F-35 aiuterà il mantenimento della sicurezza e la protezione dell’integrità territoriale del nostro Paese per le generazioni future” ha aggiunto Demirel.

Il maggiore generale, Reha Ufuk, durante la cerimonia ha dichiarato: “La Turchia fornirà una migliore interoperabilità per le operazioni della NATO”, aggiungendo che l’acquisizione di aerei da guerra aprirà un nuovo capitolo per le forze aeree turche. I primi due F-35 saranno presto traferiti presso la Luke Air Force Base in Arizona, dove piloti, manutentori e istruttori turchi intraprenderanno un lungo programma di addestramento. Il piano della Turchia è di ottenere circa 100 F-35 nei prossimi decenni.

La presidentessa della Lockheed Martin, Marillyn Hewson, ha dichiarato di essere onorata di consegnare il primo F-35 alla Turchia. Marillyn Hewson ha affermato di essere certa che gli F-35 ricopriranno un ruolo fondamentale nel migliorare la sicurezza globale, dal momento che questa nuova generazione di aerei da guerra avrà un ruolo cruciale nella trasformazione della tecnologia e delle sue capacità.

Sulla stessa linea, Jack Crisler, il vice presidente della Business and Development Strategy Integration, presso la sede di Lockheed Martin, il giorno prima della cerimonia, ha dichiarato: “La Turchia è un partner prezioso. A conferma di ciò, abbiamo avuto una partnership plurisecolare con il Paese, che risale alla produzione di F-16”. Crisler ha inoltre ricordato che la Turchia ha aderito al programma F-35 nel 2002 e che il sotto segretario per le industrie della Difesa ha firmato un Memorandum of Understanding con Lockheed Martin per entrare a far parte della catena di produzione di alcune parti degli F-35. In tale contesto, l’industria turca sta facendo un ottimo lavoro producendo pezzi di qualità e consegnandoli in tempo, secondo il vice presidente.

Secondo quanto riporta Hurriyet Daily News, con Lockheed Martin che pianifica di accelerare la produzione a pieno ritmo nel prossimo futuro, si ritiene che la Turchia sarà in grado di schierare un nuovo squadrone entro la fine del prossimo decennio. Il processo di produzione di un F-35 dura circa 36 mesi. “Il nostro piano è di ridurre i costi e aumentare la produzione” ha dichiarato Crisler, sottolineando che il costo degli aerei da guerra è diminuito del 60% in solo 10 anni, ed è attualmente di 94 milioni di dollari. “Il nostro obiettivo è di ridurre i costi a 80 milioni entro il 2020” ha affermato il vice presidente, enfatizzando l’importanza di tale tecnologia per la nuova generazione.

La Turchia è entrata a far parte della NATO il 18 febbraio 1952. Tuttavia, il 13 settembre 2017, Ankaraa ha firmato un accordo con la Russia per l’acquisto di un sistema di difesa missilistico S-400. Secondo quanto riferito dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, si è trattato del primo grande accordo tra i due Paesi per l’acquisto di armi e di batterie di missili da un Paese al di fuori della NATO. L’acquisizione di un sistema missilistico dalla Russia ha costituito un duro colpo alla NATO per tre motivi. In primo luogo, gli armamenti in questione non sono compatibili con quelli dell’Alleanza di cui è munita la Turchia. In secondo luogo, Ankara, essendo un membro della NATO, ha il divieto di schierare un sistema del genere ai confini con l’Armenia, il Mar Egeo e la Grecia, territori di confine dell’Alleanza. Con il nuovo acquisto, invece, la Turchia ha posizionato il sistema missilistico su tutto il proprio territorio nazionale. In terzo luogo, l’installazione di armamenti russi nel territorio di uno Stato membro permette alla Russia di accedere a strutture e informazioni riservate dell’Alleanza, facendo acquisire a Mosca un vantaggio strategico.

I rapporti tra la NATO e la Russia sono molto tesi per almeno due motivi. Il primo motivo è costituito dalla questione della Crimea.  Il 23 febbraio 2014, in seguito allo scoppio del conflitto russo-ucraino, la NATO si era schierata a favore della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina, condannando l’annessione della Crimea da parte di Mosca. A partire dal 2017, l’Alleanza ha schierato le proprie truppe nei Paesi dell’Europa centrale e dell’est, al confine con la Russia, e ha fornito supporto militare sia agli Stati baltici (Estonia, Lettonia e Lituania) sia a Polonia, Norvegia, Slovacchia, Montenegro e Romania. Il secondo motivo di tensione tra la Russia e la NATO è costituito dalla guerra civile siriana. Fin dall’inizio del conflitto, la Russia, insieme all’Iran e alle milizie sciite libanesi di Hezbollah, si è schierata a favore del regime di Bassar al-Assad. Al contrario, dal 15 marzo 2011, i Paesi della NATO hanno iniziato a sostenere i ribelli siriani. Ciò ha causato uno scontro indiretto tra la Russia e l’Alleanza.

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Alice Bellante

di abellante

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