Libia: le forze di Haftar riconquistano i porti petroliferi di Ras Lanuf e Sidra

Pubblicato il 22 giugno 2018 alle 6:05 in Africa Libia

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La Dignity Operation, ovvero la missione che il generale libico Khalifa Haftar conduce dal maggio 2014, ha lanciato, giovedì 21 giugno, un’offensiva militare con il nome di “Holy Invasion”, al fine di riconquistare i porti petroliferi di Ras Lanuf e Sidra, posti da una settimana sotto l’occupazione delle Petroleum Facilities Guards di Ibrahim Jadran. Dopo aver attaccato su diversi fronti, le forze dalla Dignity Opertion sono riuscite a conquistare entrambi i porti e hanno costretto i combattenti di Jadran a ritirarsi verso ovest.

“Siamo sorpresi del rapido ritiro dei ribelli dalla regione della mezzaluna petrolifera”, ha riferito un comandante di campo dell’operazione, specificando che le truppe stanno continuando a inseguire i miliziani di Jadran nella città di Ben Jawad, a ovest di Sidra. Anche il portavoce dell’esercito nazionale libico (LNA), Ahmed al-Mismari, ha dichiarato: “Le nostre forze armate controllano completamente il distretto di Ras Lanuf e i nemici hanno subito gravi perdite in vite umane e attrezzature”.

Nel frattempo, il presidente della National Oil Corporation (NOC), compagnia petrolifera nazionale della Libia, Mustafa Sanallah, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che spera di riprendere le esportazioni di greggio da entrambi i porti petroliferi di Ras Lanuf e Sidra in due giorni.

Mercoledì 20 giugno, gli Stati Uniti hanno condannato duramente l’attacco di Jadran, sottolineando, in una breve dichiarazione, che le strutture e le risorse petrolifere libiche “devono rimanere sotto il controllo esclusivo della National Oil Corporation e sotto la supervisione esclusiva del Governo di Accordo Nazionale di Tripoli”.

LaDignity Operation è stata lanciata nel maggio 2014 da Haftar, con lo scopo di combattere i militanti dell’ISIS a Bengasi e nell’area orientale del Paese. Il Parlamento libico, ovvero la Camera dei Rappresentanti, ha nominato il generale comandante dell’esercito nazionale libico (LNA) nel marzo 2015.Dopo un anno di scarsi progressi, nel febbraio 2016 l’LNA era riuscito ad allontanare i militanti islamisti da gran parte di Bengasi. Questo successo è stato seguito da ulteriori azioni militari che hanno allontanato i ribelli dalle loro roccaforti al di fuori di Bengasi fino a Derna, 250 km a est.

I combattenti fedeli al leader rivoluzionario Ibrahim Jadran avevano compiuto un attacco a sorpresa nei porti petroliferi di Ras Lanuf e Sidra giovedì 14 giugno. In risposta a questo assalto, le forze fedeli al generale Khalifa Haftar avevano cominciato a sferrare bombardamenti aerei contro i miliziani giunti nell’area della cosiddetta mezzaluna petrolifera. A causa degli scontri, almeno 2 serbatoi sono stati distrutti, suscitando la dura reazione della NOC che ha condannato le operazioni militari nella zona e richiesto la cessazione immediata del conflitto.

Le Petroleum Facilities Guards, forze della Libia orientale ufficialmente sotto il comando di Ibrahim Jadran fino al 2016, sono formalmente controllate dal Ministero della Difesa, anche se in realtà le varie unità locali operano secondo le proprie leggi. Le relazioni con la National Oil Corporation sono state tese per diversi anni. Nel 2013, il PFG di Jadran aveva preso il controllo dei principali porti petroliferi, tendando successivamente di vendere petrolio. Tuttavia, nel 2016, l’esercito di Haftar aveva ripreso il possesso di tutta l’area della mezzaluna petrolifera. Jadran mantiene dal 2016 un basso profilo, ma giovedì 14 giugno è apparso in un video sui social media dichiarando di aver formato una coalizione per conquistare i siti petroliferi.

La Libia versa in uno stato di caos da quando la guerra, iniziata il 17 febbraio 2011, ha rovesciato il regime del colonnello Muammar Gheddafi, che governava la Libia dal 1969. In seguito alla sua uccisione, avvenuta il 20 ottobre 2011, il Paese vive una guerra civile che non si è ancora conclusa. Attualmente, si contendono il controllo due governi rivali. Il primo, sostenuto da Stati Uniti e Italia, si trova a Tripoli ed è stato creato dall’ONU con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015. Il secondo ha sede a Tobruk ed è protetto da Russia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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