La Lettonia abolisce il russo in scuole e università

Pubblicato il 22 giugno 2018 alle 15:08 in Repubbliche Baltiche Russia

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Il Saeima, il Parlamento della Lettonia, ha approvato giovedì in terza e ultima lettura la legge che prevede il divieto di insegnare in russo presso università e college privati del paese. La norma entrerà in vigore all’inizio del 2019. Per gli emendamenti alla legge sull’istruzione superiore, presentata dal Ministero dell’Istruzione e della Scienza della Lettonia, hanno votato a favore 57 deputati su 100.

Secondo gli emendamenti, le università e i centri d’istruzione privati, insieme a quelli statali, dovranno attuare programmi di formazione solo in lettone o in una delle altre lingue ufficiali dell’UE, escludendo così il russo, lingua madre di circa un terzo dei lettoni. “In alcuni casi, ci sono delle eccezioni: nelle lingue ufficiali dell’UE, sarà possibile svolgere programmi di formazione che sono controllati da studenti stranieri che studiano in Lettonia e programmi di formazione che sono implementati nel quadro della cooperazione prevista dai trattati internazionali e dai programmi della UE” – spiega il servizio stampa del Saeima

“In lingua straniera può essere impartito un numero di lezioni non superiore a quelle equivalenti ad un quinto dei crediti formativi dei programmi di studio in lingue straniere per sviluppare il programma, la cui attuazione in una particolare lingua straniera è necessario per conseguire gli obiettivi di apprendimento” – si legge nella nuova disposizione di Riga.

Come già spiegato dal Ministero dell’Istruzione, queste modifiche interesseranno circa il 7,5% degli studenti che stanno ora studiando in Lettonia corsi di laurea eseguiti in russo. In questo caso, agli studenti che sono iscritti nelle università private in russo, sarà data la possibilità di completare gli studi. Dal 1 gennaio 2019 l’ammissione di nuovi studenti in corsi di studi tenuti in russo sarà vietato.

Le scuole delle minoranze nazionali, oltre ai russofoni, i parlanti di lingue quali il livone e il latgallo, che tuttavia si insegnano solo in scuole primarie di alcune zone del paese, passeranno all’insegnamento della maggior parte delle materie in lingua lettone. Le lezioni in russo dovrebbero essere mantenute solo per alcuni corsi (russo, letteratura russa), così come per “materie legate alla cultura e alla storia” russe. L’attuazione graduale della riforma inizierà dall’inizio del prossimo anno accademico e sarà completata entro settembre 2021.

La decisione ha causato un’ondata di malcontento tra gli abitanti di lingua russa della Lettonia, che costituiscono circa il 34% della popolazione del paese. I difensori delle scuole russe hanno già tenuto molte manifestazioni e processioni di massa per protestare contro la riforma. Su diversi siti Web vengono raccolte firme contro la legge e in più occasioni Mosca ha manifestato a Bruxelles il proprio malcontento per le decisioni di Riga.

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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