Avramopoulos: no a Guantanamo bay per migranti

Pubblicato il 22 giugno 2018 alle 10:56 in Europa Immigrazione

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L’Unione Europea è al lavoro su alcune proposte che riguardano la gestione dei flussi migratori verso l’Europa. Tra queste, la principale è quella relativa alle piattaforme regionali di sbarco, consistente nell’istituzione di centri in Nord Africa dove sottoporre i migranti a screening preventivi per distinguere tra coloro che hanno bisogno di ricevere la protezione internazionale e i migranti economici, che potrebbero essere immediatamente rimpatriati. Secondo la proposta, il piano ridurrebbe gli incentivi a intraprendere viaggi pericolosi. Le piattaforme di sbarco regionali dovrebbero essere istituite in collaborazione con l’UNHCR e con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e potrebbero costituire un compromesso politico tra la prospettiva di coloro che, in Europa, vorrebbero dei controlli più severi alle frontiere e coloro che, invece, sottolineano la necessità di accogliere i richiedenti asilo, bisognosi della protezione internazionale. In cambio, i Paesi ospitanti riceverebbero assistenza finanziaria. D’altra parte, non manca chi critica tale proposta, sostenendo che l’Europa starebbe, in questo modo, esternalizzando il problema.

Il Commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza, Dīmītrīs Avramopoulos, ha difeso la proposta, che ha attirato numerose critiche in quanto “disumana”. “Sono contrario a una Guantanamo bay per i migranti. Questo è contrario ai nostri valori ed è fuori discussione. La nostra proposta” sugli schemi regionali di sbarco per i migranti salvati in mare nei Paesi terzi “non ha niente a che fare con questo. Diritti umani e Convenzione di Ginevra sono la guida”, ha dichiarato Avramopoulos, il 21 giugno, nel corso di una conferenza stampa.

Con riferimento all’Italia, il Commissario europeo ha sostenuto Roma, affermando che l’Italia “ha ragione a chiedere un cambiamento”. Avramopoulos, inoltre, ha sottolineato la necessità di seguire un approccio paneuropeo, essenziale per difendere Schengen, “uno dei più grandi successi” europei. Per il Commissario europeo, l’emergenza immigrazione sta mettendo a rischio il progetto europeo, più della crisi economica. “Su questo argomento molti movimenti populisti in Europa hanno investito, per garantirsi la loro esistenza in futuro, ma questo approccio miope non ci porta a niente. Non dobbiamo permettere all’Europa di retrocedere”, ha affermato Avramopoulos.

Il Commissario europeo ha spiegato che gli schemi di sbarco regionali sarebbero basati su “un accordo tra paesi del Mediterraneo per assicurare che le persone abbiano la protezione di cui necessitano e che siano trattate con la dignità che meritano”. Avramopoulos ha aggiunto che la Commissione vuole potenziare la cooperazione con i Paesi africani, “specialmente con l’Algeria, l’Egitto, la Libia, la Tunisia, il Niger e il Marocco”.

Domenica 24 giugno, a Bruxelles, si terrà un vertice tra i leader di Austria, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Italia, Malta e Spagna, che discuteranno la questione migratoria. “L’incontro di domenica è molto importante. E tutti quelli che vi partecipano si sono presi la responsabilità di salvaguardare il progetto europeo. Sono ottimista sul fatto che si possa raggiungere un accordo su Dublino”, ha affermato Avramopoulos che, tuttavia, ha messo in guardia sul fatto che, “se non troviamo una via d’uscita, entreremo in un’area di enormi difficoltà, che potrebbe minare il progetto europeo e soprattutto l’area Schengen”.

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di Redazione

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