Ungheria: possibili pene detentive per chi aiuta migranti

Pubblicato il 21 giugno 2018 alle 8:25 in Europa Ungheria

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Il Parlamento ungherese voterà il 20 giugno su alcune leggi controverse che prevedono pene detentive per chiunque aiuti migranti senza documenti. Tali norme, che prendono il nome di “Stop Soros”, mirano in particolare a colpire le organizzazioni non governative.  La questione della prevenzione e dell’arresto dei flussi migratori ha rappresentato uno dei temi di punta della campagna elettorale dell’attuale primo ministro ungherese, Viktor Orban, e gli ha permessso di ottenere il 49% dei voti alle elezioni generali di aprile, evidenziando la crescita delle forze populiste ed antimigranti in Europa, confermata altresì dalla vittoria del Partito Democratico (SDS) alle elezioni generali slovene del 3 giugno.

Le leggi in oggetto sono state condannate da gruppi a difesa dei diritti umani, da membri del Parlamento Europeo e dalle Nazioni Unite, in quanto considerate un attacco ai diritti umani fondamentali dei richiedenti asilo e di chi li protegge. Secondo quanto riportato da Al Jazeera English, anche le organizzazioni non governative potranno essere destinatarie di tali condanne. Il 19 giugno, il ministero delle Finanze aveva anche presentato una proposta di imposizione di una tassa del 25% sulle ONG che aiutano gli immigrati. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per  i Diritti Umani (UNHCR) ha richiesto al governo ungherese di ritirare le proprie proposte. “Siamo seriamente preoccupati che se queste proposte passeranno, la loro implementazione potrebbe privare I rifugiati e i richiedenti asilo di servizi di aiuto vitali. Noi crediamo che potrebbero avere un effetto estremamente  negativo sul dibattito pubblico e determinare l’aumento della xenofobia”, ha dichiarato Charlie Yaxley, portavoce UNHCR.

Amnesty International si è detta a sua volta preoccupata. In particolare, un’esponente dell’organizzazione, Catrinel Motoc, ha espresso il timore che queste misure possano essere indirizzate in futuro anche contro altri attori della società civile. Zselyke Csaky, esperto di Freddom House, ha invece evidenziato che, in ragione della vaghezza delle disposizioni, la loro implementazione potrebbe risultare solamente simbolica, e non effettiva.

Il governo ungherese ha deciso di rigettare la richiesta del Consiglio d’Europa di posticipare il voto sulle leggi a dopo la pronuncia della Commissione di Venezia su di esse, che verrà rilasciata il 22 giugno. La Commissione di Venezia è un organo consultivo del Consiglio d’Europa istituito nel 1990. La sua attività consiste nella protezione e nella promozione dei diritti umani, dei valori democratici e del primato del diritto tramite l’assistenza costituzionale agli Stati, la cooperazione con le corti costituzionali, la pubblicazione di studi e rapporti e l’organizzazione di seminari transnazionali.

Le leggi prendono il nome da George Soros, un finanziere ungherese nato negli Stati Uniti, noto per sostenere finanziariamente cause liberali e accusato dal primo ministro ungherese di sostenere l’immigrazione illegale. Orban, secondo quanto riportato da Reuters, ha definito queste misure necessarie per  fermare l’immigrazione illegale che sta erodendo la stabilità europea e che rischia di minare la cultura cristiana dell’Ungheria.

 

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di Redazione

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