Salvini: Austria e Italia unite per difendere le frontiere esterne dell’UE

Pubblicato il 21 giugno 2018 alle 10:09 in Immigrazione Italia

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In occasione della giornata internazionale del rifugiato, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha affermato che l’immigrazione di massa fuori controllo danneggia i pochi e i veri rifugiati che scappano dalla guerra.

Nel corso della conferenza al Viminale, mercoledì 20 giugno, Salvini ha dichiarato di avere il pieno appoggio del collega austriaco Herbert Kickl, e del vice cancelliere e ministro della Funzione pubblica e dello Sport, Heinz-Christian Strache. Ad avviso del capo del Viminale, è necessario che i Paesi dell’Unione Europea collaborino per proteggere le frontiere esterne e bloccare i trafficanti. “Questo è un momento storico, perché mai come in questi giorni l’Europa ha occasione di cambiare, in meglio, in tema di immigrazione, sicurezza, lotta al terrorismo e protezione delle frontiere esterne”, ha dichiarato Salvini, aggiungendo che tali iniziative continueranno anche durante il semestre di presidenza austriaco del Consiglio dell’UE, che partirà il primo luglio.

A tale proposito, il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, ha affermato che il suo governo di destra si concentrerà sulla questione dell’immigrazione, con l’obiettivo di rafforzare i confini esterni europei, in linea con quanto affermato da Salvini. “Durante i sei mesi di presidenza, faremo tutto ciò che è in nostro potere per rafforzare la Frontex (l’agenzia europea incaricata di controllare le frontiere esterne); le persone si aspettano un’Europa che protegge, fornisce sicurezza e offre stabilità”, ha aggiunto Kurz.

Salvini ha reso noto che, in questi giorni, le autorità italiane stanno lavorando alla relazione finale della proposta italiana sulla riforma delle regole sull’immigrazione, che mireranno a tutelare la sicurezza dei cittadini e di coloro che muoiono nel Mediterraneo. Secondo Salvini, devono essere spesi i fondi dell’UE per posizionare uomini e mezzi di difesa nel Mediterraneo. Attualmente, in base all’operazione Themis della Frontex, che il primo febbraio ha sostituito Triton, nel Mediterraneo sono posizionate 32 navi, 30 delle quali sono italiane. A tale proposito, Salvini ha commentato: “Non capisco cosa ci sia di europeo in questo”. Il capo del Viminale ha reso noto che, prossimamente, si recherà in Libia per ripristinare il ruolo centrale dell’Italia, non solo in ambito migratorio, ma anche in ambito dello sviluppo economico e industriale dello Stato nordafricano.

Da parte sua, il ministro dell’Interno austriaco Kickl ha affermato che, secondo lui, dovrà essere effettuato un cambio radicale di pensiero e apportare una svolta al sistema di asilo. Occorre inoltre riconquistare la fiducia delle persone nella politica dell’UE. I vice cancelliere Strache ha riferito che, nell’attuale sistema, le decisioni vengono prese dai trafficanti di esseri umani, motivo per cui è necessario riparare tali danni.

Nel frattempo, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha convocato per domenica 24 giugno una riunione informale a Bruxelles sui temi di asilo e immigrazione, a cui prenderanno parte Italia, Grecia, Spagna, Malta, Germania, Francia, Bulgaria e Austria. Ansamed riferisce che la riunione è stata proposta dalla Germania, con il sostegno della Francia. I due Paesi, secondo alcune fonti europee, si presenteranno all’evento con la volontà di mostrare solidarietà agli Stati del Mediterraneo. Il 28 e il 29 giugno, invece, è atteso un vertice europeo.

Dal 2011, il 20 giugno viene celebrata la giornata internazionale del rifugiato, istituita dall’Assemblea Generale dell’Onu, con lo scopo di divulgare la storia dei rifugiati e dei richiedenti asilo costretti a fuggire dai propri Paesi a causa di guerre, violenze e abusi. Secondo il rapporto annuale della UN Refugee Agency (UNHCR) Global Treds, nel 2017, tale fenomeno ha riguardato 68,5 milioni di persone. Le stime contenute nel rapporto annuale emesso dall’ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO), nel 2017 i Paesi dell’Unione Europea hanno ricevuto 728.470 domande di asilo, una cifra costituisce pari al 44% in meno rispetto ai dati del 2016, in cui presentarono richiesta di protezione internazionale 1,3 milioni di persone. Per quanto riguarda i primi mesi del 2018, da gennaio ad aprile, EASO ha riscontrato che le domande si sono stabilizzate a un numero di circa 50.000 al mese.

Secondo le stime del Ministero dell’Interno, dal primo gennaio al 20 giugno 2018, sono sbarcati in Italia 16.133 migranti, di cui 11.228 provenienti dalla Libia. Si tratta di una diminuzione pari a più del 77% rispetto allo stesso periodo del 2017, in cui giunsero nel nostro Paese 71.396 migranti. Il 20 giugno, giugno è approdata a Pozzallo la nave Diciotti, della Guardia Costiera italiana, con a bordo 509 migranti che sono state salvate nel corso di 7 interventi in mare. Sull’imbarcazione è presente anche un cadavere e i 42 migranti che erano stati soccorsi dalla nave americana Trenton la scorsa settimana.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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