Puerto Rico: l’ONU a favore dell’autodeterminazione

Pubblicato il 21 giugno 2018 alle 15:00 in America centrale e Caraibi USA e Canada

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La commissione speciale per la decolonizzazione delle Nazioni Unite si è espressa a favore del diritto di Puerto Rico di determinare il proprio futuro, e ha richiesto agli USA di non considerare più lo status dell’isola una “questione interna”.

La comunità mondiale “ha ricordato a Washington che viola i diritti umani” – ha commentato alla versione in spagnolo dell’agenzia di stampa russa Sputnik Eduardo Villanueva Muñoz, portavoce del comitato per i diritti umani di Puerto Rico, dopo l’approvazione all’ONU della bozza di risoluzione sui territori senza autogoverno.

Il documento rientra nell’iniziativa del governo di Puerto Rico, dei partiti politici e movimenti non ufficiali per cambiare lo status attuale dell’isola di “stato libero associato” con gli Stati Uniti, che non garantisce al paese caraibico il diritto di voto per le presidenziali né per il congresso, dove invia solo osservatori. L’attuale status fu stabilito dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1953, quando l’isola venne cancellata dall’elenco dei territori in attesa di decolonizzazione su iniziativa dell’allora governatore Luis Muñoz Marín.

“Come è ormai chiaro, si trattava di una menzogna, di un inganno della comunità internazionale. Restiamo un territorio non integrato degli Stati Uniti, una colonia. Il governo e l’opposizione stanno cercando di dialogare e costringere il presidente e il Congresso degli Stati Uniti ad affrontare il problema della sovranità di Porto Rico” – ha dichiarato Villanueva.

Secondo il politico autonomista, l’attuale situazione dell’isola caraibica viola l’articolo 73 della Carta delle Nazioni Unite, che impone ai Paesi membri che controllano territori “in cui la popolazione locale non ha ancora raggiunto la piena autonomia” di garantire “lo sviluppo dei piani politici, economici, sociali ed educativi, un trattamento paritario di questi popoli e la loro tutela contro gli abusi”.

Questa disposizione è in netta contrapposizione con lo status odierno di Porto Rico: il territorio caraibico non riesce ancora a riprendersi dagli effetti devastanti degli uragani Irma e Maria e non può prendere decisioni per accelerare i lavori di ricostruzione, inoltre deve far fronte ad un debito di 70 miliardi di dollari, circa il 100% del PIL del 2016, che le è valso il nomignolo di “Grecia dei Caraibi”.

 

 

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Traduzione dallo spagnolo a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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