Forze governative siriane avanzano contro l’ISIS

Pubblicato il 21 giugno 2018 alle 17:00 in Medio Oriente Siria

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Le forze del regime siriano sono avanzate in un’offensiva contro il gruppo dello Stato Islamico, lanciata a seguito di un’ondata di attacchi da parte dei militanti jihadisti nella regione desertica centrale del Paese, secondo quanto hanno riferito il 21 giugno i media statali.  

Nelle ultime settimane, i militanti dell’ISIS hanno compiuto diversi attacchi uccidendo dozzine di truppe di regime e combattenti alleati. I militanti dello Stato Islamico hanno ucciso almeno 17 soldati siriani, fedeli al regime di Bashar Al-Assad, giovedì 7 giugno, nella regione desertica di Badiya, nella Siria meridionale. Tra le vittime, 6 soldati sono morti a causa di attacchi a sorpresa. A seguito di questi assalti, “le forze del regime hanno lanciato una serie di contro-attacchi contro le posizioni jihadiste nell’area siriana del deserto di Badiya, in particolare a est di Palmira”, ha riferito Rami Abdel Rahman, il direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani.  

Secondo quanto riportato dal quotidiano The New Arab, il 20 giugno, l’esercito del regime siriano, appoggiato dalla copertura aerea russa, hanno conquistato un’area situata tra le province centrale di Homs e Deir Az-Zour, al confine orientale siriano con l’Iraq. La Badiya è una vasta regione desertica che si estende dalla Siria centrale al confine orientale con l’Iraq, dove l’ISIS detiene ancora piccole sacche di territorio. Una fonte militare siriana, citata dall’agenzia ufficiale SANA, ha confermato che le truppe governative stanno progredendo nel territorio. “Le unità dell’esercito stanno continuando con le loro operazioni contro l’organizzazione terroristica dell’ISIS ad est di Palmyra”, ha riferito la fonte militare, aggiungendo che l’esercito ha ottenuto il controllo di una vasta area al confine con l’Iraq. L’ISIS ha intensificato i suoi attacchi contro le forze filo-regime da quando l’esercito siriano ha espulso gli ultimi combattenti dell’ISIS dal distretto di al-Hajar al-Aswad, a sud di Damasco, riportando l’area intorno alla capitale completamente sotto il controllo del presidente Al-Assad. Il 20 maggio, l’Osservatorio siriano per i Diritti Umani aveva reso noto che i miliziani dell’ISIS avevano evacuato l’area a sud di Damasco, dopo un accordo con le forze ribelli. Secondo quanto riportato da The New Arab, il numero di soldati pro-regime uccisi a partire dal 22 maggio è arrivato a 179. Almeno 89 sono, invece, i jihadisti uccisi durante lo stesso periodo.

Al momento, l’ISIS controlla meno del 3% della Siria, secondo quanto riferito dall’Osservatorio. I militanti dell’ISIS continuano a essere presenti nel territorio orientale del Paese e, in particolare, nel villaggio di Hajin, situato nei pressi della riva orientale del fiume Eufrate, a nord di Albu Kamal, e a Dashisha, che si trova anch’essa sulle rive dell’Eufrate, a ovest della città di Deir Ezzor. I combattenti dell’ISIS hanno lanciato, il 2 giugno, un’operazione contro alcuni villaggi nella valle dell’Eufrate, che erano stati conquistati dalle forze governative siriane e dai loro alleati nel novembre del 2017. In questo contesto, almeno 45 soldati fedeli al regime del presidente siriano, Bashar Al-Assad, sono morti in un’offensiva dell’ISIS nella Siria orientale, dove l’organizzazione jihadista ha riconquistato 4 villaggi, secondo quanto ha riportato l’Osservatorio siriano per i diritti umani. La piccola area conquistata dall’ISIS si trova sulla strada tra la capitale provinciale, Deir Ezzor, e la città di Albu Kamal, situata più a sud, al confine con l’Iraq. 

Da parte sua, l’Iraq ha lanciato il 7 giugno, un attacco aereo contro città di Hajin, che è rimasto il centro abitato più grande sotto il controllo dell’ISIS. Alcuni F-16 hanno distrutto un intero centro di controllo e comando del gruppo jihadista. L’aviazione irachena ha lanciato diversi attacchi contro lo Stato Islamico in Siria nel corso del 2017, con l’approvazione del presidente siriano, Bashar Al-Assad, e della coalizione statunitense. L’Iraq intrattiene anche buoni rapporti con l’Iran e con la Russia, i principali sostenitori di Assad nella guerra civile siriana. Il primo ministro dell’Iraq al-Abadi ha dichiarato la vittoria finale del Paese sull’ISIS il 9 dicembre 2017, tuttavia, lo Stato Islamico continua a controllare cellule dormienti nel territorio iracheno. A seguito delle ingenti perdite territoriali, la maggior parte degli osservatori afferma che l’ISIS ha modificato la sua strategia, preferendo la tattica dell’attacco a sorpresa.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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